Socio Fondatore dell'Associazione ParteCivile - Marziani in Movimento. Innovare, Conoscere, Imparare, Mettersi alla Prova, Lavorare insieme, Comunicare con i cittadini che vivono i problemi di ogni giorno qui in Italia. e se si dovesse andare al Governo non dimenticarsi mai degli individui che vivono la vita quotidiana in Italia.
mercoledì 27 giugno 2012
martedì 26 giugno 2012
Viale Liegi diventerebbe Viale Almirante?? NO GRAZIE dei CITTADINI e DEL PD ha vinto sul SI GRAZIE di LA DESTRA
IL CASO
"Non ci sarà nessuna via Almirante"
coas II municipio, proposta bocciata
Polemica sul voto per l'intitolazione di una strada al leader dell'Msi. Le grida della consigliera Pd dell'XI, Carla Di Veroli: "Fascisti. I miei familiari passati per Auschwitz per colpa sua"
di LAURA SERLONIGiorgio Almirante
Non sono mancate però le polemiche. La seduta in consiglio è stata sospesa. Spaccatura nel centrodestra con un consigliere che ha respinto la proposta, due astenuti e uno che lasciato l'aula. Iniziate le dichiarazioni di voto, la consigliera Pd del municipio XI Carla Di Veroli, presente tra il pubblico, ha iniziato a gridare "fascisti, razzisti" verso la maggioranza di centrodestra del municipio II. "Sono la nipote di Settimia Spizzichino e i miei familiari sono passati per Auschwitz per colpa di Almirante - ha detto Di Veroli - questa strada a Roma non ci sarà mai". La presidente dell'aula Daniela Chiappetti ha così sospeso la seduta e chiamato i vigili urbani e la situazione si è calmata.
LE URLA DELLA PARTIGIANA: "NO A VIA ALMIRANTE, VERGOGNA"
Solo pochi giorni fa sempre nell'aula del II municipio si era svolta una nuova bagarre. "Vergogna" aveva urlato indignata la partigiana Luciana Romoli durante il consiglio dove era in discussione un odg de la Destra per intitolare viale Liegi a Giorgio Almirante. "Ho avuto due zii torturati e uccisi dai fascisti e voi volete intestare la strada a un mascalzone?", aveva ripetuto durante la protesta ripresa con il cellulare dal consigliere Luca Sappino.
(26 giugno 2012)
lunedì 25 giugno 2012
Aperto al traffico il Ponte Ostiense: tempi di percorrenza ridotti tra Colombo e la zona di viale Marconi
Aperto al traffico il Ponte Ostiense: tempi di percorrenza ridotti tra Colombo e la zona di viale Marconi
Dall’Ostiense alla Garbatella in poco meno di
un minuto. Ha aperto al traffico il nuovo cavalcaferrovia
dell’Ostiense: unisce la circonvallazione Ostiense con via Ostiense. Il
collegamento diretto snellisce sensibilmente il traffico della zona, gli
automobilisti non sono infatti più costretti a costeggiare i binari
della stazione.
Disegnato dall’ingegnere Francesco Del Tosto, il ponte è caratterizzato da una struttura reticolare composta da imponenti tubi d’acciaio verniciati di bianco e fa parte di un progetto più complesso che, tra le altre cose, prevede la realizzazione del nuovo ponte dell’Industria che collegherà via Ostiense con viale Guglielmo Marconi.
Lungo circa 160 metri (di cui circa 125 totalmente sospesi sopra i binari della metro B), il cavalcaferrovia dell’Ostiense è costato circa 15,4 milioni di euro ed è composto da una piattaforma stradale costituita da due carreggiate separate, ciascuna con tre corsie per senso di marcia. E' stata ricavata, infine, una pista ciclabile (separata dalle carreggiate da una zona “neutra”) larga circa un metro e mezzo.

“Il nuovo cavalcaferrovia è un’infrastruttura strategica per la mobilità del quadrante – ha spiegato l’assessore capitolino ai Lavori Pubblici e alle Periferie, Fabrizio Ghera – e consentirà sia di potenziare il sistema viario della zona Ostiense che di ridurre i tempi di percorrenza impiegati dai cittadini per gli spostamenti dalla via Cristoforo Colombo alla zona di viale Marconi”.
Con la realizzazione dell’infrastruttura è stata rivista anche la viabilità della zona. In particolare, i tecnici di Agenzia per la Mobilità hanno rivisto il sistema dei semafori delle strade circostanti, a partire dell’incrocio tra la circonvallazione Ostiense, via Girolamo Benzoni e via Giacomo Pullino.
Modifiche interessano anche il trasporto pubblico. Per quanto riguarda le fermate delle linee 670 e 715, nei pressi della stazione Garbatella della linea B del metrò, viene soppressa l’ultima fermata sulla circonvallazione Ostiense prima dell’incrocio con via Girolamo Benzoni. Le altre due fermate utili per scambiare con la linea B, invece, vengono solo spostate di qualche metro.
Disegnato dall’ingegnere Francesco Del Tosto, il ponte è caratterizzato da una struttura reticolare composta da imponenti tubi d’acciaio verniciati di bianco e fa parte di un progetto più complesso che, tra le altre cose, prevede la realizzazione del nuovo ponte dell’Industria che collegherà via Ostiense con viale Guglielmo Marconi.
Lungo circa 160 metri (di cui circa 125 totalmente sospesi sopra i binari della metro B), il cavalcaferrovia dell’Ostiense è costato circa 15,4 milioni di euro ed è composto da una piattaforma stradale costituita da due carreggiate separate, ciascuna con tre corsie per senso di marcia. E' stata ricavata, infine, una pista ciclabile (separata dalle carreggiate da una zona “neutra”) larga circa un metro e mezzo.
“Il nuovo cavalcaferrovia è un’infrastruttura strategica per la mobilità del quadrante – ha spiegato l’assessore capitolino ai Lavori Pubblici e alle Periferie, Fabrizio Ghera – e consentirà sia di potenziare il sistema viario della zona Ostiense che di ridurre i tempi di percorrenza impiegati dai cittadini per gli spostamenti dalla via Cristoforo Colombo alla zona di viale Marconi”.
Con la realizzazione dell’infrastruttura è stata rivista anche la viabilità della zona. In particolare, i tecnici di Agenzia per la Mobilità hanno rivisto il sistema dei semafori delle strade circostanti, a partire dell’incrocio tra la circonvallazione Ostiense, via Girolamo Benzoni e via Giacomo Pullino.
Modifiche interessano anche il trasporto pubblico. Per quanto riguarda le fermate delle linee 670 e 715, nei pressi della stazione Garbatella della linea B del metrò, viene soppressa l’ultima fermata sulla circonvallazione Ostiense prima dell’incrocio con via Girolamo Benzoni. Le altre due fermate utili per scambiare con la linea B, invece, vengono solo spostate di qualche metro.
22/06/2012
mercoledì 20 giugno 2012
Metro B1 Metro B di Roma: Sciopero Bianco degli Operatori di Condotta (Macchinisti)
Alemanno pende la metro B1 e il treno arriva in ritardo: intollerabile/Video
Il sindaco sullo sciopero bianco dei macchinisti: «Maggiore responsabilità da parte dei lavoratori»
ROMA
- Blitz di Gianni Alemanno sulla Metro B1. Questa mattina alle 8, il
sindaco di Roma ha viaggiato sulla nuova linea blu della metropolitana.
Il primo cittadino ha preso il metrò nella stazione di Conca d'Oro per
poi arrivare alla fermata di piazza Bologna.
VIDEO
ALEMANNO PRENDE LA METRO
Alemanno: i ritardi? Intollerabili. «I tempi di percorrenza della B1 sono doppi rispetto a quelli previsti dal contratto di servizio con Atac. Invece di otto minuti sono 14, 16 o 18. Solo in un caso il treno è passato dopo otto minuti» ha detto il sindaco di Roma dopo aver preso il metrò dalla stazione Conca d'Oro fino a Bologna. «Dopo giorni di polemiche - ha detto il primo cittadino in un video pubblicato sul Blog Alemanno 2.0 - ho voluto constatare di persona com'è la situazione sulla B1 e abbiamo visto che ancora oggi ci sono ritardi. Questa non è una situazione tollerabile, me ne rendo conto». Sullo Il sciopero bianco dei macchinisti Alemanno ha commentato: «Maggiore responsabilità da parte dei lavoratori».
«C'è la volontà di far saltare i turni». «È evidente che ci sono ritardi che vanno oltre ogni discorso strutturale - ha aggiunto Alemanno - me ne sono accorto anche io durante il mio sopralluogo di questa mattina. Ma il ritardo era già alla prima stazione, a Conca d'Oro e quindi è chiaro che c'è una volontà di fare saltare i turni». Il sindaco ha aggiunto che «questa cosa o si esaurisce immediatamente o porterà inevitabilmente a un intervento duro contro questa forma di sciopero bianco».
VIDEO
ALEMANNO PRENDE LA METRO
Alemanno: i ritardi? Intollerabili. «I tempi di percorrenza della B1 sono doppi rispetto a quelli previsti dal contratto di servizio con Atac. Invece di otto minuti sono 14, 16 o 18. Solo in un caso il treno è passato dopo otto minuti» ha detto il sindaco di Roma dopo aver preso il metrò dalla stazione Conca d'Oro fino a Bologna. «Dopo giorni di polemiche - ha detto il primo cittadino in un video pubblicato sul Blog Alemanno 2.0 - ho voluto constatare di persona com'è la situazione sulla B1 e abbiamo visto che ancora oggi ci sono ritardi. Questa non è una situazione tollerabile, me ne rendo conto». Sullo Il sciopero bianco dei macchinisti Alemanno ha commentato: «Maggiore responsabilità da parte dei lavoratori».
«C'è la volontà di far saltare i turni». «È evidente che ci sono ritardi che vanno oltre ogni discorso strutturale - ha aggiunto Alemanno - me ne sono accorto anche io durante il mio sopralluogo di questa mattina. Ma il ritardo era già alla prima stazione, a Conca d'Oro e quindi è chiaro che c'è una volontà di fare saltare i turni». Il sindaco ha aggiunto che «questa cosa o si esaurisce immediatamente o porterà inevitabilmente a un intervento duro contro questa forma di sciopero bianco».
Metro B e B1, ancora disagi
Stop tra Eur Fermi e Laurentina/Video
Servizio fermo per mezz'ora. Il sindaco sulla nuova linea: «Tempi di percorrenza doppi, è intollerabile». Venerdì sciopero e corteo
ROMA
- Problema tecnico sulla linea B della metropolitana di Roma. La linea è
stata interrotta tra Eur Fermi e Laurentina tra le 11.50 e le 12.20. E'
stato attivato un servizio di bus-navetta. Intanto il sindaco Gianni
Alemanno questa mattina ha testato la linea B1 e ha riscontrato notevoli
ritardi nell'arrivo dei treni: «E' intollerabile» il commento del pirmo
cittadino.
VIDEO
Alemanno sulla linea B1
Metro B1, verso l'accordo con i macchinisti, ma i disagi rstano. Ieri è stata l’ennesima giornata di passione per gli utenti della metro B e B1, con attese sulle banchine anche superiori ai 20 minuti. L’incontro di ieri mattina - tra prefetto, Atac e sindacati - ha avuto esiti positivi, dopo gli enormi disagi patiti dagli utenti della metro, e le accuse di «sciopero selvaggio» lanciate da Campidoglio e Atac contro i macchinisti: azienda e sindacati hanno deciso di proseguire la trattativa senza creare disagi ai cittadini. Pecoraro, almeno per il momento, ha detto no alla precettazione dei conducenti dei treni. Ma il prefetto, per il futuro, è stato chiaro: se continuano i disagi, si parte prima con le diffide e poi con le precettazioni. Il Codacons, intanto, ha annunciato un esposto ipotizzando i reati di «interruzione o turbativa di pubblico servizio, attentato alla sicurezza dei trasporti e violenza privata nei confronti degli utenti».
Dipendenti Atac diffondono volantini: noi capro espiatorio. «I dipendenti Atac non intendono essere il capro espiatorio della cattiva organizzazione dei dirigenti». Inizia così il volantino che si trova affisso oggi sui treni della metro B-B1 a firma Dipendenti Atac. Un 'avviso alla clientela che arriva all'indomani della 'treguà siglata tra sindacati di categoria e Atac durante un incontro convocato dal Prefetto di Roma Pecoraro. «Il personale della linea B - si legge nel volantino - si scusa con i cittadini per i rallentamenti verificatesi in questi giorni che non sono dovuti a proteste ma a carichi di lavoro non più gestibili. Infatti, sia ai manutentori sia ai macchinisti è stato chiesto un surplus di lavoro per garantire l'apertura della linea B1 con lo stesso numero di mezzi e di ricambi in circolazione. Questi lavoratori - proseguono - che prima di tutto sono cittadini, si rifiutano di mettere a rischio la sicurezza dei viaggiatori e chiedono al sindaco di mantenere le promesse fatte». Secondo chi ha redatto il testo, attraverso alcuni punti, quali tagliare il management, occuparsi di Parentopoli e reinternalizzare le lavorazioni, si poteva risparmiare tanto da evitare l'aumento delle tariffe di viaggio. «La dirigenza - conclude il volantino - non può gettare discredito sui lavoratori che eseguono giornalmente e in coscienza la messa in sicurezza dei convogli in condizioni di lavoro da Terzo mondo».
La denuncia: bus sovraffollati. «Questa mattina sono numerose le segnalazioni dei cittadini che non riescono a prendere gli autobus delle nuove linee del trasporto pubblico, perché diverse vetture si fermano alle fermate con le porte chiuse, poiché i mezzi sono già pieni e non consentono la salita dei passeggeri. Il tempo stimato di attesa é di quaranta minuti per quanto riguarda le linee che servono il IV municipio». A denunciarlo Riccardo Corbucci, vicepresidente del consiglio del IV Municipio.
Venerdì sciopero e corteo. Sciopero nazionale di 24 ore nel comparto del trasporto pubblico e privato venerdì 22, indetto da Usb, Cib-Unicobas, Snater, SICobas e Usi. Per il trasporto pubblico locale lo sciopero si articolerà nelle 24 ore, in rispetto delle fasce di garanzia previste, dalle 8,30 alle 17 e dalle 20 a fine esercizio. A Roma per i lavoratori dell'Atac lo sciopero avrà inizio alle 9 e non alle 8,30 per consentire l'afflusso alla manifestazione. La manifestazione prevede un corteo che partirà alle 9 da piazza della Repubblica per raggiungere alle 14 piazza SS Apostoli, percorrendo via delle Terme di Diocleziano, via Giovanni Amendola, via Cavour, largo Corrado Ricci, via dei Fori Imperiali, piazza Venezia e via Cesare Battisti. Alla manifestazione, è prevista la partecipazione di circa 3 mila persone.
Saranno deviate o limitate le linee H, 5, 14, 16, 30Express, 38, 40Express, 44, 46, 53, 60 Express, 61, 62, 63, 64, 70, 71, 75, 80 Express, 81, 82, 83, 85, 87, 92, 105, 117, 119, 160, 170, 175, 271, 360, 492, 571, 590, 628, 649, 714, 715, 716, 780, 781, 810 e 910 La protesta potrà determinare interruzioni del servizio nelle attività al pubblico dell'Agenzia Roma servizi per la mobilità: sportello al pubblico di piazzale degli Archivi 40, box informazioni di Termini e Fiumicino, check-point bus turistici di Aurelia, Laurentina e Ponte Mammolo, contact center infomobilità (0657003) e numero verde persone con disabilità 800154451.
VIDEO
Alemanno sulla linea B1
Metro B1, verso l'accordo con i macchinisti, ma i disagi rstano. Ieri è stata l’ennesima giornata di passione per gli utenti della metro B e B1, con attese sulle banchine anche superiori ai 20 minuti. L’incontro di ieri mattina - tra prefetto, Atac e sindacati - ha avuto esiti positivi, dopo gli enormi disagi patiti dagli utenti della metro, e le accuse di «sciopero selvaggio» lanciate da Campidoglio e Atac contro i macchinisti: azienda e sindacati hanno deciso di proseguire la trattativa senza creare disagi ai cittadini. Pecoraro, almeno per il momento, ha detto no alla precettazione dei conducenti dei treni. Ma il prefetto, per il futuro, è stato chiaro: se continuano i disagi, si parte prima con le diffide e poi con le precettazioni. Il Codacons, intanto, ha annunciato un esposto ipotizzando i reati di «interruzione o turbativa di pubblico servizio, attentato alla sicurezza dei trasporti e violenza privata nei confronti degli utenti».
Dipendenti Atac diffondono volantini: noi capro espiatorio. «I dipendenti Atac non intendono essere il capro espiatorio della cattiva organizzazione dei dirigenti». Inizia così il volantino che si trova affisso oggi sui treni della metro B-B1 a firma Dipendenti Atac. Un 'avviso alla clientela che arriva all'indomani della 'treguà siglata tra sindacati di categoria e Atac durante un incontro convocato dal Prefetto di Roma Pecoraro. «Il personale della linea B - si legge nel volantino - si scusa con i cittadini per i rallentamenti verificatesi in questi giorni che non sono dovuti a proteste ma a carichi di lavoro non più gestibili. Infatti, sia ai manutentori sia ai macchinisti è stato chiesto un surplus di lavoro per garantire l'apertura della linea B1 con lo stesso numero di mezzi e di ricambi in circolazione. Questi lavoratori - proseguono - che prima di tutto sono cittadini, si rifiutano di mettere a rischio la sicurezza dei viaggiatori e chiedono al sindaco di mantenere le promesse fatte». Secondo chi ha redatto il testo, attraverso alcuni punti, quali tagliare il management, occuparsi di Parentopoli e reinternalizzare le lavorazioni, si poteva risparmiare tanto da evitare l'aumento delle tariffe di viaggio. «La dirigenza - conclude il volantino - non può gettare discredito sui lavoratori che eseguono giornalmente e in coscienza la messa in sicurezza dei convogli in condizioni di lavoro da Terzo mondo».
La denuncia: bus sovraffollati. «Questa mattina sono numerose le segnalazioni dei cittadini che non riescono a prendere gli autobus delle nuove linee del trasporto pubblico, perché diverse vetture si fermano alle fermate con le porte chiuse, poiché i mezzi sono già pieni e non consentono la salita dei passeggeri. Il tempo stimato di attesa é di quaranta minuti per quanto riguarda le linee che servono il IV municipio». A denunciarlo Riccardo Corbucci, vicepresidente del consiglio del IV Municipio.
Venerdì sciopero e corteo. Sciopero nazionale di 24 ore nel comparto del trasporto pubblico e privato venerdì 22, indetto da Usb, Cib-Unicobas, Snater, SICobas e Usi. Per il trasporto pubblico locale lo sciopero si articolerà nelle 24 ore, in rispetto delle fasce di garanzia previste, dalle 8,30 alle 17 e dalle 20 a fine esercizio. A Roma per i lavoratori dell'Atac lo sciopero avrà inizio alle 9 e non alle 8,30 per consentire l'afflusso alla manifestazione. La manifestazione prevede un corteo che partirà alle 9 da piazza della Repubblica per raggiungere alle 14 piazza SS Apostoli, percorrendo via delle Terme di Diocleziano, via Giovanni Amendola, via Cavour, largo Corrado Ricci, via dei Fori Imperiali, piazza Venezia e via Cesare Battisti. Alla manifestazione, è prevista la partecipazione di circa 3 mila persone.
Saranno deviate o limitate le linee H, 5, 14, 16, 30Express, 38, 40Express, 44, 46, 53, 60 Express, 61, 62, 63, 64, 70, 71, 75, 80 Express, 81, 82, 83, 85, 87, 92, 105, 117, 119, 160, 170, 175, 271, 360, 492, 571, 590, 628, 649, 714, 715, 716, 780, 781, 810 e 910 La protesta potrà determinare interruzioni del servizio nelle attività al pubblico dell'Agenzia Roma servizi per la mobilità: sportello al pubblico di piazzale degli Archivi 40, box informazioni di Termini e Fiumicino, check-point bus turistici di Aurelia, Laurentina e Ponte Mammolo, contact center infomobilità (0657003) e numero verde persone con disabilità 800154451.
Macchinisti metro, più di duemila euro al mese per 3 ore di guida al giorno
ROMA - Il capostipite fu Ezio Gallori, storico leader del coordinamento macchinisti uniti, anima degli Unicobas. Uno duro e puro. Ai tempi d’oro fu secondo per capacità di mobilitazione solo ai controllori di volo. Bastava che dichiarasse lo stato diagitazione anche personale per immobilizzare seduta stante i treni da un capo all’altro della Penisola.
Più o meno quello che accadeva nei cieli con i controllori del traffico aereo. Più che un sindacato un liquido paralizzante. Con i dovuti distinguo, gli emuli del macchinista d’assalto e degli uomini radar hanno spostato nelle viscere il terreno di scontro: sui binari che si dipanano nel sottosuolo. Sono 452, di cui 9 donne, quelli che stanno rallentando in questi giorni i romani. Guadagnano una media di 2.300 euro al mese che possono però facilmente diventare 3 mila e in alcuni casi ronzare intorno ai 4 mila. Se vogliono tirano la leva e scendono dalla locomotiva per un nonnulla: un estintore troppo carico, una cabina maleodorante, un bulloncino allentato, un vetro opaco.
La sicurezza innanzitutto, certo. Ma ogni cavillo va bene per rifiutarsi di effettuare i turni straordinari e mettere in crisi il sistema underground della capitale. Che già viaggia, rispetto ad altre città europee, con mezzo secolo di ritardo. Il contratto da macchinista prevede l’effettuazione di 160 ore al mese. Ogni giornata lavorativa dura 6 ore e 10 minuti ma un turno di «conduzione» raramente supera le 3 ore. Il resto dell’orario si completa grazie alla mezz’ora iniziale di «accudienza» e al rimanente tempo in cui si resta a disposizione per movimentare i treni o per le emergenze. Inoltre, grazie a un accordo firmato nel 2006 con l’allora capo del personale Vincenzo Tosques indagato per abuso d’ufficio nell’inchiesta sulla Parentopoli Atac nel monte ore rientra il cosiddetto turnone: una mega-giornata compensativa di 8 ore e 17 minuti. É turno straordinario ma non è straordinario.
Il segreto è tutto qui. Un piccolo grande privilegio sottoscritto nel 2006 quando ancora la crisi delle municipalizzate romane non aveva toccato il fondo. Nell’ultimo incontro tra sindacati e azienda i macchinisti hanno proposto di estendere quell’accordo anche alla linea B e portare così il turnone a 10 ore e 17 minuti. Ma come, non s’era detto che i turni così come erano erano già troppo pesanti? È la prima contraddizione. La seconda è che un macchinista su 3, secondo quanto risulta all’azienda, quando capita il turnone si dà malato oppure utilizza la legge 104 che disciplina i permessi per assistere i parenti invalidi. In questo caso il turno straordinario si spalma in una sorta di mutuo soccorso.
E lo stipendio lievita. «Dietro i disagi della linea B si nasconde in realtà una lotta portata avanti dai vecchi macchinisti per continuare a effettuare straordinari dopo l’assunzione di 40 nuove unità», ammise un ex sindacalista nei primi giorni della protesta. Fu il primo segnale che questa volta non sarebbe andata come tutte le altre.
mercoledì 6 giugno 2012
ROMA e i rifiuti, ovvero, l’irresistibile fascino del monopolista e l’insostenibile debolezza della politica.
ROMA e i rifiuti, ovvero, l’irresistibile fascino del monopolista e l’insostenibile debolezza della politica.
di Giovanni CarapellaDiciamocelo, tutti, ripeto tutti da tempo sapevano che la vicenda Malagrotta andava chiusa e che la Valle Galeria, per la compresenza di piu’ fattori di rischio ambientale e per la gravità della situazione relativa alla salute pubblica, va risanata e riqualificata ambientalmente.
Chiudere Malagrotta si poteva e si puo’ fare ma puntando con serietà e coerenza sulla costruzione di un ciclo industriale dei rifiuti che faccia i conti con almeno quattro questioni.
- La riduzione della produzione dei rifiuti: altri paesi in Europa e non solo hanno legiferato e normato, fatto campagne economiche e culturali intervenendo con misure che riducono drasticamente la produzione dei rifiuti, a cominciare dal tema degli imballaggi.
- La raccolta differenziata vera, fatta porta a porta, basata sul comportamento responsabile del cittadino abitante e dell’operatore economico e su di una riforma e un efficientamento strutturale delle aziende che gestiscono la raccolta dei rifiuti.
- La strutturazione di un ciclo industriale del recupero e del riciclo del rifiuto riutilizzabile, attraverso una politica vera ed efficace degli impianti di selezione e trattamento del rifiuto raccolto in maniera differenziata.
- L’abolizione totale delle discariche cosiddette del “tal qual” (il rifiuto conferito in maniera non trattata e non selezionata) e la realizzazione e l’uso su base regionale degli impianti di trattamento finale del residuo non trattabile del ciclo della raccolta differenziata.
Le istituzioni tutte, Comune, in primis, Regione e Provincie, e il Governo per parte sua, sono chiamate a dare una risposta alta a una siffatta questione.
Che ci si riduca all’ultimo momento (ignorando da parte della Polverini ad esempio il lavoro svolto nella precedente legislatura regionale) ad un gioco, un po’ perverso e un po’ puerile, dei quattro cantoni circa la localizzazione di nuove discariche nell’area romana, tornando a concepire la periferia e l’hinterland come la naturale pattumiera della capitale è la dimostrazione della debolezza della politica.
Che il gioco dei quattro cantoni si riferisca pressoché indiscriminatamente a siti che fanno comunque capo al monopolista ne testimonia l’irresistibile fascino per istituzioni fragili nella propria autonomia dagli interessi in gioco, prive di una comune visione dello sviluppo urbano di area vasta della città Capitale e della regione Lazio.
Se qualcuno ha testa e cuore e crede nel prestigio e nell’automia delle istituzioni rifletta e rilanci sul vero terreno che coniuga modernizzazione della Capitale e diritti dei cittadini: una nuova politica dei rifiuti che faccia , davvero, i conti con le rendite di posizione del monopolio e le insufficienze di gestione delle aziende pubbliche.
Roma, 06 giugno 2012
domenica 3 giugno 2012
Recast Ferroviario: separazione tra gestione della rete e dei servizi ferroviari passeggeri e alla creazione di authority nazionali “forti e indipendenti” che garantiscano la trasparenza nei prezzi dei biglietti e “verifichino l’accesso al mercato e le competenze sull’accesso ai servizi”
Recast ferroviario/5
2 Commenti
Posted by Debora on 3 giu, 2012 | 2 Commenti
Il parlamento europeo ha detto sì alla separazione tra gestione della rete e dei servizi ferroviari passeggeri e alla creazione di authority nazionali “forti e indipendenti” che garantiscano la trasparenza nei prezzi dei biglietti e “verifichino l’accesso al mercato e le competenze sull’accesso ai servizi”: principi sui quali la Germania era fortemente conservatrice e la nostra impresa nazionale voleva che tutto restasse com’è.
Il Parlamento ha dato mandato a chiedere che la Commissione europea faccia proposte per l’apertura del mercato passeggeri entro il 31 dicembre 2012 e la separazione fra gestori delle infrastrutture e dei servizi. Le condizioni ed i prezzi per l’allocazione delle tratte e l’accesso ai servizi dovranno essere basate su calcoli trasparenti ed includere gli incentivi per la riduzione del rumore ed equipaggiare i treni con sistemi di controllo europei. Inoltre per consentire una solida pianificazione degli investimenti per le infrastrutture, si propongono contratti di finanziamento pubblico della durata di almeno cinque anni.
La rete di authority nazionali per le ferrovie è lo strumento per una concorrenza più leale e che sia sempre più aperta e trasparente non solo in Italia ma in tutta Europa. Il voto di questa settimana è un risultato di grande rilievo, anche se rimane ancora della strada da fare e abbiamo degli obiettivi da consolidare.
In questo momento va posto l’accento sul ruolo che è stato assicurato al regolatore nazionale, perché è lo strumento con cui si garantisce un accesso non discriminatorio al mercato ferroviario e quindi per una concorrenza più leale. Una concorrenza che vedremo sempre più aperta e trasparente non solo in Italia ma in tutta Europa, e i cui effetti dovranno farsi sentire sui parametri della sicurezza, in primo luogo, così come sui costi. Perché, non sarebbe un risultato auspicabile se l’adeguamento dell’Italia all’Europa consistesse soprattutto in ritocchi all’insù dei prezzi di quello che una volta era un mezzo di trasporto popolare.
Legge 167/1962 detta Legge Fiorentino Sullo (DC)
Testo in vigore dal: 15-5-1962
al: 30-10-1971
La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
PROMULGA
la seguente legge:
Art. 1.
I Comuni con popolazione superiore ai 50.000 abitanti o che siano
capoluoghi di Provincia sono tenuti a formare un piano delle zone da
destinare alla costruzione di alloggi a carattere economico o
popolare, nonche' alle opere e servizi complementari, urbani e
sociali, ivi comprese le aree a verde pubblico.
Tutti gli altri Comuni possono procedere, con deliberazione del
Consiglio comunale, alla formazione del piano.
Il Ministro per i lavori pubblici, sentito il parere del Consiglio
superiore dei lavori pubblici, puo', con suo decreto, disporre la
formazione del piano nei Comuni che non si siano avvalsi della
facolta' di cui al comma precedente, nonostante invito motivato da
parte del Ministro stesso, quando se ne ravvisi la necessita' e, in
particolare, quando ricorra una delle seguenti condizioni:
a) che siano limitrofi ai Comuni di cui al primo comma;
b) che abbiano una popolazione di almeno 20.000 abitanti;
c) che siano riconosciuti stazioni di cura, soggiorno o turismo;
d) che abbiano un indice di affollamento, secondo i dati
ufficiali dell'Istituto centrale di statistica, superiore a 1,5;
e) nei quali sia in atto un incremento demografico straordinario;
f) nei quali vi sia una percentuale di abitazioni malsane
superiore all'8 per cento.
Piu' Comuni limitrofi che si trovano nelle condizioni di cui al
presente articolo possono costituirsi in consorzio per la formazione
di un unico piano consorziale ai sensi della presente legge.
Testo in vigore dal: 15-5-1962
al: 30-10-1971
Art. 3. L'estensione delle zone da includere nei piani e' determinata in relazione alle esigenze dell'edilizia economica e popolare e dal suo prevedibile sviluppo per un decennio. Le aree da comprendere nei piani sono, di norma, scelte nelle zone destinate ad edilizia residenziale nei piani regolatori vigenti, con preferenza in quelle di espansione dell'aggregato urbano. Possono essere comprese nei piani anche le aree sulle quali insistono immobili da demolirsi per ragioni igienico-sanitarie e individuate nell'ambito di piani particolareggiati di esecuzione del piano regolatore. Ove si manifesti l'esigenza di reperire in parte le aree per la formazione dei piani in zone non destinate all'edilizia residenziale nei piani regolatori vigenti, o si renda comunque necessario apportare modifiche a questi ultimi, si puo' procedere con varianti agli stessi. In tal caso il piano approvato a norma della presente legge costituisce variante al piano regolatore. Qualora non esista piano regolatore, le zone riservate alla edilizia economica e popolare, ai sensi dei precedenti commi, sono comprese in un programma di fabbricazione, il quale e' compilato a norma dell'articolo 34 della legge 17 agosto 1942, n. 1150, e successive modificazioni, ed e' approvato a norma dell'articolo 8 della presente legge.
Legge 167/1962
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