mercoledì 20 giugno 2012

Metro B1 Metro B di Roma: Sciopero Bianco degli Operatori di Condotta (Macchinisti)


Alemanno pende la metro B1 e il treno arriva in ritardo: intollerabile/Video

Il sindaco sullo sciopero bianco dei macchinisti: «Maggiore responsabilità da parte dei lavoratori»

PER APPROFONDIRE tagmetro, atac, linea b1, alemanno
ROMA - Blitz di Gianni Alemanno sulla Metro B1. Questa mattina alle 8, il sindaco di Roma ha viaggiato sulla nuova linea blu della metropolitana. Il primo cittadino ha preso il metrò nella stazione di Conca d'Oro per poi arrivare alla fermata di piazza Bologna.
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ALEMANNO PRENDE LA METRO

Alemanno: i ritardi? Intollerabili. «I tempi di percorrenza della B1 sono doppi rispetto a quelli previsti dal contratto di servizio con Atac. Invece di otto minuti sono 14, 16 o 18. Solo in un caso il treno è passato dopo otto minuti» ha detto il sindaco di Roma dopo aver preso il metrò dalla stazione Conca d'Oro fino a Bologna. «Dopo giorni di polemiche - ha detto il primo cittadino in un video pubblicato sul Blog Alemanno 2.0 - ho voluto constatare di persona com'è la situazione sulla B1 e abbiamo visto che ancora oggi ci sono ritardi. Questa non è una situazione tollerabile, me ne rendo conto». Sullo Il sciopero bianco dei macchinisti Alemanno ha commentato: «Maggiore responsabilità da parte dei lavoratori».

«C'è la volontà di far saltare i turni». «È evidente che ci sono ritardi che vanno oltre ogni discorso strutturale - ha aggiunto Alemanno - me ne sono accorto anche io durante il mio sopralluogo di questa mattina. Ma il ritardo era già alla prima stazione, a Conca d'Oro e quindi è chiaro che c'è una volontà di fare saltare i turni». Il sindaco ha aggiunto che «questa cosa o si esaurisce immediatamente o porterà inevitabilmente a un intervento duro contro questa forma di sciopero bianco».
 

Metro B e B1, ancora disagi
Stop tra Eur Fermi e Laurentina/Video

Servizio fermo per mezz'ora. Il sindaco sulla nuova linea: «Tempi di percorrenza doppi, è intollerabile». Venerdì sciopero e corteo


ROMA - Problema tecnico sulla linea B della metropolitana di Roma. La linea è stata interrotta tra Eur Fermi e Laurentina tra le 11.50 e le 12.20. E' stato attivato un servizio di bus-navetta. Intanto il sindaco Gianni Alemanno questa mattina ha testato la linea B1 e ha riscontrato notevoli ritardi nell'arrivo dei treni: «E' intollerabile» il commento del pirmo cittadino.
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Alemanno sulla linea B1

Metro B1, verso l'accordo con i macchinisti, ma i disagi rstano. Ieri è stata l’ennesima giornata di passione per gli utenti della metro B e B1, con attese sulle banchine anche superiori ai 20 minuti. L’incontro di ieri mattina - tra prefetto, Atac e sindacati - ha avuto esiti positivi, dopo gli enormi disagi patiti dagli utenti della metro, e le accuse di «sciopero selvaggio» lanciate da Campidoglio e Atac contro i macchinisti: azienda e sindacati hanno deciso di proseguire la trattativa senza creare disagi ai cittadini. Pecoraro, almeno per il momento, ha detto no alla precettazione dei conducenti dei treni. Ma il prefetto, per il futuro, è stato chiaro: se continuano i disagi, si parte prima con le diffide e poi con le precettazioni. Il Codacons, intanto, ha annunciato un esposto ipotizzando i reati di «interruzione o turbativa di pubblico servizio, attentato alla sicurezza dei trasporti e violenza privata nei confronti degli utenti».

Dipendenti Atac diffondono volantini: noi capro espiatorio. «I dipendenti Atac non intendono essere il capro espiatorio della cattiva organizzazione dei dirigenti». Inizia così il volantino che si trova affisso oggi sui treni della metro B-B1 a firma Dipendenti Atac. Un 'avviso alla clientela che arriva all'indomani della 'treguà siglata tra sindacati di categoria e Atac durante un incontro convocato dal Prefetto di Roma Pecoraro. «Il personale della linea B - si legge nel volantino - si scusa con i cittadini per i rallentamenti verificatesi in questi giorni che non sono dovuti a proteste ma a carichi di lavoro non più gestibili. Infatti, sia ai manutentori sia ai macchinisti è stato chiesto un surplus di lavoro per garantire l'apertura della linea B1 con lo stesso numero di mezzi e di ricambi in circolazione. Questi lavoratori - proseguono - che prima di tutto sono cittadini, si rifiutano di mettere a rischio la sicurezza dei viaggiatori e chiedono al sindaco di mantenere le promesse fatte». Secondo chi ha redatto il testo, attraverso alcuni punti, quali tagliare il management, occuparsi di Parentopoli e reinternalizzare le lavorazioni, si poteva risparmiare tanto da evitare l'aumento delle tariffe di viaggio. «La dirigenza - conclude il volantino - non può gettare discredito sui lavoratori che eseguono giornalmente e in coscienza la messa in sicurezza dei convogli in condizioni di lavoro da Terzo mondo».

La denuncia: bus sovraffollati. «Questa mattina sono numerose le segnalazioni dei cittadini che non riescono a prendere gli autobus delle nuove linee del trasporto pubblico, perché diverse vetture si fermano alle fermate con le porte chiuse, poiché i mezzi sono già pieni e non consentono la salita dei passeggeri. Il tempo stimato di attesa é di quaranta minuti per quanto riguarda le linee che servono il IV municipio». A denunciarlo Riccardo Corbucci, vicepresidente del consiglio del IV Municipio.

Venerdì sciopero e corteo. Sciopero nazionale di 24 ore nel comparto del trasporto pubblico e privato venerdì 22, indetto da Usb, Cib-Unicobas, Snater, SICobas e Usi. Per il trasporto pubblico locale lo sciopero si articolerà nelle 24 ore, in rispetto delle fasce di garanzia previste, dalle 8,30 alle 17 e dalle 20 a fine esercizio. A Roma per i lavoratori dell'Atac lo sciopero avrà inizio alle 9 e non alle 8,30 per consentire l'afflusso alla manifestazione. La manifestazione prevede un corteo che partirà alle 9 da piazza della Repubblica per raggiungere alle 14 piazza SS Apostoli, percorrendo via delle Terme di Diocleziano, via Giovanni Amendola, via Cavour, largo Corrado Ricci, via dei Fori Imperiali, piazza Venezia e via Cesare Battisti. Alla manifestazione, è prevista la partecipazione di circa 3 mila persone.

Saranno deviate o limitate le linee H, 5, 14, 16, 30Express, 38, 40Express, 44, 46, 53, 60 Express, 61, 62, 63, 64, 70, 71, 75, 80 Express, 81, 82, 83, 85, 87, 92, 105, 117, 119, 160, 170, 175, 271, 360, 492, 571, 590, 628, 649, 714, 715, 716, 780, 781, 810 e 910 La protesta potrà determinare interruzioni del servizio nelle attività al pubblico dell'Agenzia Roma servizi per la mobilità: sportello al pubblico di piazzale degli Archivi 40, box informazioni di Termini e Fiumicino, check-point bus turistici di Aurelia, Laurentina e Ponte Mammolo, contact center infomobilità (0657003) e numero verde persone con disabilità 800154451.

Macchinisti metro, più di duemila euro al mese per 3 ore di guida al giorno



ROMA - Il capostipite fu Ezio Gallori, storico leader del coordinamento macchinisti uniti, anima degli Unicobas. Uno duro e puro. Ai tempi d’oro fu secondo per capacità di mobilitazione solo ai controllori di volo. Bastava che dichiarasse lo stato diagitazione anche personale per immobilizzare seduta stante i treni da un capo all’altro della Penisola.

Più o meno quello che accadeva nei cieli con i controllori del traffico aereo. Più che un sindacato un liquido paralizzante. Con i dovuti distinguo, gli emuli del macchinista d’assalto e degli uomini radar hanno spostato nelle viscere il terreno di scontro: sui binari che si dipanano nel sottosuolo. Sono 452, di cui 9 donne, quelli che stanno rallentando in questi giorni i romani. Guadagnano una media di 2.300 euro al mese che possono però facilmente diventare 3 mila e in alcuni casi ronzare intorno ai 4 mila. Se vogliono tirano la leva e scendono dalla locomotiva per un nonnulla: un estintore troppo carico, una cabina maleodorante, un bulloncino allentato, un vetro opaco.

La sicurezza innanzitutto, certo. Ma ogni cavillo va bene per rifiutarsi di effettuare i turni straordinari e mettere in crisi il sistema underground della capitale. Che già viaggia, rispetto ad altre città europee, con mezzo secolo di ritardo. Il contratto da macchinista prevede l’effettuazione di 160 ore al mese. Ogni giornata lavorativa dura 6 ore e 10 minuti ma un turno di «conduzione» raramente supera le 3 ore. Il resto dell’orario si completa grazie alla mezz’ora iniziale di «accudienza» e al rimanente tempo in cui si resta a disposizione per movimentare i treni o per le emergenze. Inoltre, grazie a un accordo firmato nel 2006 con l’allora capo del personale Vincenzo Tosques indagato per abuso d’ufficio nell’inchiesta sulla Parentopoli Atac nel monte ore rientra il cosiddetto turnone: una mega-giornata compensativa di 8 ore e 17 minuti. É turno straordinario ma non è straordinario.

Il segreto è tutto qui. Un piccolo grande privilegio sottoscritto nel 2006 quando ancora la crisi delle municipalizzate romane non aveva toccato il fondo. Nell’ultimo incontro tra sindacati e azienda i macchinisti hanno proposto di estendere quell’accordo anche alla linea B e portare così il turnone a 10 ore e 17 minuti. Ma come, non s’era detto che i turni così come erano erano già troppo pesanti? È la prima contraddizione. La seconda è che un macchinista su 3, secondo quanto risulta all’azienda, quando capita il turnone si dà malato oppure utilizza la legge 104 che disciplina i permessi per assistere i parenti invalidi. In questo caso il turno straordinario si spalma in una sorta di mutuo soccorso.

E lo stipendio lievita. «Dietro i disagi della linea B si nasconde in realtà una lotta portata avanti dai vecchi macchinisti per continuare a effettuare straordinari dopo l’assunzione di 40 nuove unità», ammise un ex sindacalista nei primi giorni della protesta. Fu il primo segnale che questa volta non sarebbe andata come tutte le altre.

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