giovedì 30 luglio 2015

Ignazio Marino: “Tolto il fango si riparte per cambiare Roma”

Ignazio Marino: “Tolto il fango si riparte per cambiare Roma”
30 luglio 2015/in In evidenzaIntervistePD e la Città /
Sergio Rizzo intervista Ignazio MarinoCorriere della Sera, 30 luglio 2015

Parlare con il dottor Ignazio Marino è come immergersi in una lezione di anatomia comparata. Tutto parte dal trapianto di fegato. Metafora che il sindaco di Roma, di professione chirurgo specializzato nei trapianti, usa per spiegare il suo stato d’animo: «Se commetti un errore durante una certa fase dell’intervento puoi perdere il paziente. E non c’è possibilità di rimedio».
Ha paura di perdere Roma?
«No. Non l’ho mai avuta nemmeno al tavolo operatorio, e questo è psicologicamente importante. Come sindaco, sono protetto dal fatto di sentirmi libero».
Bella sensazione, immagino. Libero da chi?
«Sono il primo sindaco di Roma libero dai partiti».
Brutta cosa, i partiti?
«Per nulla. Considero Francesco Rutelli e Walter Veltroni due grandi sindaci di Roma, ed erano capi di partito. Passando di qua avevano legittime ambizioni politiche. Io invece non ne ho».
Ma lei non si era candidato alla segreteria del Partito democratico?
«Se è per questo sono stato anche attivista del Partito democratico americano e amico di Bill Clinton. Non nego affatto di aver avuto un rapporto diretto con la politica».
Spero diversa da quella che conosciamo. A Roma i partiti somigliano a comitati d’affari.
«Sono d’accordissimo. Non mi è mai accaduto di vedere ciò che ho visto qui e ho rivelato al procuratore Pignatone. Vivo come una ferita il fatto che il mio predecessore Gianni Alemanno abbia un avviso di garanzia per associazione mafiosa. E credo nei partiti. Ma qui, come dice lei, e sostiene anche Fabrizio Barca, erano comitati elettorali e d’affari».
Erano?
«Dopo l’arrivo di Matteo Orfini si respira aria fresca. Prima di lui con certi esponenti del Pd si poteva parlare solo di posti e cariche. Ora invece discutiamo di progetti, di buche stradali, di piani industriali per Ama, Atac…».
Qui volevo arrivare, ai servizi pubblici. La città è in condizioni pietose. I trasporti sono vergognosi.
«Non sa l’aiuto che mi ha dato l’articolo nel quale avete scritto che bisognava portare i libri dell’Atac in tribunale. Quella mattina avevo una riunione con il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e, guardi qua (sfoglia uno dei suoi proverbiali quaderni scritti con inchiostro verde, ndr). Gli ho detto caro Nicola, qui non ci sono che due strade: o porto i libri in tribunale o si cerca un partner industriale serio. Non ci butto dentro altri 178 milioni per poi ritrovarmi fra sei mesi allo stesso punto di partenza. Mi hanno dato tutti ragione».
Perdoni la franchezza, ma sfido chiunque a mettere un solo euro in quest’azienda.
«Le cose devono cambiare, sicuro. Un macchinista della metro a Milano guida 1.15o ore l’anno, a Napoli 95o e a Roma solo 736. E lo sciopero bianco esplode quando Marino chiede di timbrare il cartellino. Forse i viaggiatori non lo timbrano tutti i giorni, il loro cartellino?».
Lei ha dimissionato l’assessore ai Trasporti Guido Improta in conferenza stampa senza dirglielo prima. Lo ritiene responsabile del disastro?
«Guido è persona seria e preparata. Ma da mesi diceva di volersene andare e questo suo non essere sulla plancia di comando al momento dello sciopero bianco aveva creato un disorientamento in sala macchine. Se uno fa il ministro della Salute e non arrivano gli antibiotici agli ospedali…».
Capisco. Se ne traggono le conseguenze. Peccato che non sia stato sempre così. In molti casi lei non è riuscito ad andare fino in fondo come avrebbe dovuto. Lo dice anche la relazione del Viminale.
Adesso però c’è un netto miglioramento della situazione. La politica romana non remava nella mia stessa direzione. E questo perché c’era l’interesse a mantenere lo status quo. I problemi di Roma non sono nati con me: i rifiuti erano gestiti in regime di monopolio dal 1963, gli accessi alle spiagge di Ostia erano chiusi dagli anni Ottanta, i camion bar sciamavano ai Fori da decenni. Forse ho voluto aprire troppi fronti tutti insieme. Ma io sono fatto così».
Allora gliene ricordo una. Lo scandalo dei 700 vigili assenti la notte di Capodanno. Aveva promesso fuoco e fiamme: non uno di loro è stato sanzionato.
«Colpa delle norme assurde che regolano la materia. Ma stia sicuro che le sanzioni prima o poi arriveranno: sia per i vigili, sia per i medici che hanno fatto i certificati falsi».
Purtroppo per lei i cittadini vedono solo i risultati. E se la città è sporca, i trasporti non funzionano e non c’è un vigile per strada la colpa è sempre del sindaco.
«Lo so. Ma chi oggi dice che si stava meglio con Alemanno dovrebbe sapere che quel Comune affittava da certi privati alloggi in periferia per l’emergenza abitativa a 3.95o euro al mese per 5o metri quadrati. E quel sistema l’ho stroncato io».
Mi risulta che siccome le gare alternative non sono state ancora fatte, si debba ricorrere alla proroga di alcuni di quei contratti.
«Stiamo facendo le gare e firmeremo anche un protocollo con il presidente dell’autorità anticorruzione Raffaele Cantone. Tenga presente che ci sono di mezzo duemila famiglie».
Molte delle quali non hanno titolo per avere quelle case. L’avete denunciato voi.
«Infatti per la prima volta abbiamo mandato la polizia a sgomberare non aventi diritto. Compresi nomi eccellenti».
Ma non quelli che affittano le case di proprietà del Comune a prezzi irrisori. Anche lì: si era promesso di aumentare i canoni, ma finora nulla.
«Le lettere sono partite e ora siamo in una fase di forte conflittualità con chi non vuole pagare. Abbiamo deciso di mettere in vendita le case occupate da coloro che non accettano di adeguare l’affitto ai prezzi di mercato e pagare il pregresso. Non era mai accaduto».
Non è ancora accaduto.
«Ad agosto partono le aste. Sono il primo ad ammettere che le cose non sono andate sempre veloci. Quando sono arrivato ero convinto di poter sistemare tutto al massimo in dodici mesi. Non avevo calcolato la comorbilità».
Che animale è?
«Si dice in medicina. Per esempio, devi trapiantare uno e scopri che ha anche una grave malattia respiratoria. Qui c’era una politica marcia e perfino la criminalità organizzata».
Lei non l’aveva capito. Ricordo la sua promessa di regalare il primo stipendio a Buzzi.
«Ero in campagna elettorale e lei avrebbe fatto lo stesso. Buzzi era il simbolo del recupero dei carcerati, il giorno della sua laurea c’era anche il presidente della Repubblica. Dice che non mi ero accorto di nulla? Allora mi spieghi perché dopo sole quattro settimane scrissi al premier Enrico Letta chiedendo di mandare gli ispettori perché qui si era rubato. Quando arrivarono scoprirono che pagavamo 4.080 euro un software dei computer che non ne valeva più di 500».
Spieghi perché Renzi ce l’ha tanto con lei.
«Letteratura. Renzi ha solo detto con il suo linguaggio crudo cose ovvie».
Tipo: «Chi non governa bene può andarsene a casa»?
«Due anni fa non pensavo certo di essere arrivato a governare Stoccolma, ma neppure di avere un Pd marcio contro di me e la criminalità infiltrata nella dirigenza. Nel 1966 Renzi non era nato, ma di sicuro sa che nella Firenze alluvionata prima di tutto tolsero il fango, poi rimisero in ordine gli archivi. Tolto il fango da Roma, ora voglio essere valutato per come rimetterò in ordine gli archivi».
Con un vicesindaco come Marco Causi che le ha spedito Renzi. «Affiancato», «commissariato» o «salvato»: hanno usato tutti questi termini per definire la nuova situazione di Marino dopo il rimpasto. Quale preferisce?
«Causi era stato già chiamato da me per fare il piano di rientro. Che il premier abbia chiesto di metterlo in giunta non può che farmi piacere. Per il resto, non è vero che ho saputo da Stefano Esposito che era lui il nuovo assessore ai Trasporti, Marco Rossi Doria mi aveva sostenuto alle primarie per la segreteria del Pd e Luigina Di Liegro è una cara amica a cui sono molto legato».
Il degrado della città è finito perfino sul «New York Times» e «Le Monde».
«A queste cose dovreste reagire voi della stampa italiana. È chiaro che si tratta di una strategia per danneggiare l’Italia nel momento in cui si è candidata alle Olimpiadi del 2024, guarda caso con la concorrenza americana e francese».
Sarà. Ma se ci mettiamo pure quello che sta succedendo a Fiumicino è difficile dare torto a chi muove quelle critiche all’estero. È accettabile che l’aeroporto intercontinentale della capitale d’Italia sia in quello stato? A soli quattro mesi dal Giubileo?
«Non voglio fare scaricabarile, dove serve ci metto la faccia. Ma Roma non è neppure più azionista di Adr, e il mio potere di controllo su Fiumicino è come quello su Heathrow. Lo dico da mesi infatti, non posso che essere felice che il presidente del Consiglio Renzi abbia inserito nello Sblocca Italia 2 miliardi per la ristrutturazione dell’aeroporto di Fiumicino».
A proposito di Giubileo, non avete ancora mosso uno spillo.
«Ci sono ritardi oggettivi. Ma a questa fiducia che il presidente del Consiglio ha voluto accordare alla mia amministrazione si aggiunge la notizia che martedì 4 agosto a Palazzo Chigi si sbloccherà tutto».
Magari con un commissario governativo.

«Non ho notizie di questo genere, ma ritengo fondamentale che ci sia un forte coinvolgimento del prefetto. Questo è il primo Giubileo dopo settembre 2001 e nell’epoca dell’Isis. Tutte le indicazioni che abbiamo dai servizi segreti americani, come mi hanno confermato i sindaci statunitensi con i quali ho parlato recentemente, parlano di rischi concreti di atti terroristici per l’Italia e Roma. E io non ho la possibilità di difendere la capitale dal terrorismo con la polizia locale».

sabato 18 luglio 2015

Repubblica Italiana d'Unione Europea: Laureato specificamente per lavorare come Guida Turistica, ma declassato ad Accompagnatore Turistico, non trova TO Incoming ed Outgoing per collaborarci.

Sono Laureato e Post Laureato in Guida Turistica e Progettazione di Itinerari Turistici per la Repubblica Italiana dell’Unione Europea presso le Università degli Studi di Roma Tor Vergata e Suor Orsola Benincasa di Napoli, con la abrogata Legge 40 Bersani del 2007 sono stato declassato ad Accompagnatore Turistico ufficiale per la Città Metropolitana di Roma. Ho anche conseguito i due corsi per la sicurezza antiterrorismo presso ADR Fiumicino e Roma Crociere Terminal Molo 10 Civitavecchia.

Sto cercando la presenza dei Tour Operator Incoming ed Outgoing che mi dovrebbero assumere per collaborazione e non trovo nulla.

In compenso le Leggi Quadro UE, la Legge 135/2001, Le leggi Regionali consentono corsi di formazione senza condurre verso i posti di lavoro nel mio campo.

Il Turismo Italiano però è al 10,30% del Prodotto Interno Lordo fisso dal II Dopoguerra.

L’Unione Europea ha ideato il motore di ricerca del lavoro chiamato EURES senza che io mai abbia trovato alcun Tour Operator Incoming ed Outgoing offrirmi lavoro come Accompagnatore Turistico col Patentino regolare.

La Città Metropolitana ha creato i Centri per l’Impiego + Porta Futuro per offrire lavoro agli iscritti Residenti di Roma e Area Metropolitana, senza che io abbia mai trovato un Tour Operator Incoming ed Outgoing che mi potesse far lavorare come Accompagnatore Turistico.

Sono da quando mi sono Laureato e Post Laureato, un Inoccupato senza esperienza (significa che non sono capace e devo fare apprendistato per imparare l’attività pratica).

Questo mio sunto è un ulteriore spaccato di questa Nazione completamente allo sbando, che lavora con approssimazione lucrando sulla Formazione senza mai trovare lavoro ai formati.

Vi piace? Volete si continui a giocare? Ne Voglio parlare con voi con me come relatore ufficiale così rimarrete di sasso (senza parole definitivamente) davanti a ciò che voglio dirvi.

Accompagnatore Turistico Dottore Sperduti Lorenzo.

domenica 5 luglio 2015

Unione Europea: Il TTIP e l'ISDS cosa sono e di cosa stiamo parlando. LEGGI per sapere:


Cos'è il TTIP?
L’UE è impegnata a negoziare un accordo commerciale con gli Stati Uniti, noto come partenariato transatlantico su commercio e investimenti o TTIP. Vedi i testi negoziali e le schede informative dell'UE, capitolo per capitolo


Contenuti
Con il TTIP, vogliamo aiutare i cittadini e le imprese grandi e piccole attraverso le seguenti azioni:

apertura degli USA alle imprese dell'UE
riduzione degli oneri amministrativi per le imprese esportatrici
definizione di nuove norme per rendere più agevole ed equo esportare, importare e investire oltreoceano.
Maggiori informazioni sui contenuti del TTIP


Impatto
Attualmente l’Europa si trova a far fronte a grandi sfide:

rilanciare la nostra economia
rispondere alle situazioni di conflitto in prossimità delle nostre frontiere
adattarsi ad altre economie emergenti
mantenere la nostra influenza nel mondo.
Uno studio indipendente e i precedenti accordi commerciali dell'UE dimostrano che il TTIP porterebbe i seguenti vantaggi:

creazione di posti di lavoro e rilancio della crescita in tutta l'UE
riduzione dei prezzi per i consumatori e scelta più ampia.
Il TTIP aiuterebbe inoltre l'UE a:

influenzare le regole del commercio mondiale
diffondere i suoi valori in tutto il mondo.
Il TTIP non può tuttavia essere un accordo da accettare a qualunque prezzo. I cittadini hanno ovviamente un serie di domande e preoccupazioni riguardo ai negoziati, e sta a noi comprenderle e dare una risposta.

Ad esempio, dobbiamo garantire:

che i prodotti importati nell’UE rispettino i nostri standard elevati che:
proteggono la salute e la sicurezza dei cittadini e l'ambiente
apportano altri benefici alla società
i governi dell’UE mantengano pienamente il loro diritto di:
adottare norme o leggi per proteggono le persone e l’ambiente
gestire i servizi pubblici a loro piacimento
Per saperne di più sull'impatto del TTIP


Il processo negoziale


Nel 2013 i governi dell’UE hanno conferito alla Commissione un mandato di negoziazione del TTIP.

Ora li coinvolgiamo nei negoziati insieme:

al Parlamento europeo
alle imprese e ai sindacati
ai consumatori e ad altri gruppi di interesse pubblico, tra cui quello in campo sanitario
all'opinione pubblica.
E quando avremo un testo definitivo, spetterà ai governi e ai membri del Parlamento europeo decidere

Per saperne di più sul processo di negoziato relativo al TTIP
Il processo negoziale

Le fasi di elaborazione del TTIP
Vi sono 3 fasi principali nella negoziazione di un accordo commerciale: il mandato, i negoziati, la decisione.

Con il TTIP ci troviamo ora nella seconda fase (i negoziati), che vogliamo essere il più aperti e trasparenti possibili

Fasi Situazione attuale Trasparenza
Le 3 fasi principali del processo negoziale:
le 3 fasi principali del processo negoziale sono il mandato, i negoziati e la decisione


Mandato – i governi dell’UE chiedono alla Commissione di negoziare
La Commissione europea è la funzione pubblica dell'UE

Tra i suoi compiti vi è quello di negoziare gli accordi commerciali a nome dei 28 paesi dell’UE

In questo caso, i governi hanno formulato degli orientamenti - il nostro mandato- riguardo all'avvio del negoziati TTIP a giugno 2013.


Negoziati – la Commissione negozia, consultando tutte le parti interessate
Negoziare gli accordi commerciali richiede tempo, talvolta diversi anni.

Per la squadra dell'UE incaricata di negoziare il TTIP ciò implica diverse attività:

riunioni con i negoziatori del rappresentante degli Stati Uniti per il commercio
scambio di proposte scritte
redazione di un testo finale, che probabilmente conterà centinaia di pagine.
Man mano che avanzano i negoziati, svolgiamo ampie consultazioni in ogni fase del processo.

Una volta conclusi i negoziati, i testi vengono pubblicati online - come è accaduto recentemente, ad esempio, per un accordo distinto con il Canada.


Decisione - i governi dell’UE e i membri del Parlamento europeo decidono
Una volta che il testo dell'accordo è stato rivisto dai giuristi e tradotto, viene trasmesso:

ai governi dei 28 paesi dell'UE
al Parlamento europeo
La decisione finale ha pertanto una duplice garanzia di democrazia.

Spetterà ai governi dell’UE e agli eurodeputati, non alla Commissione, decidere se approvarla.


La Commissione europea sta negoziando il TTIP nel modo più trasparente possibile.

L'accordo finale comprenderà 24 capitoli, raggruppati in 3 parti:

Accesso al mercato
Cooperazione in campo normativo
Norme
Inoltre, nell’ambito della recente iniziativa per la trasparenza, pubblichiamo:

una serie di nuove schede informative di 2 pagine, in linguaggio semplice
i testi negoziali che abbiamo consegnato ai negoziatori USA:
le proposte testuali dell'UE relative alle parti 2 e 3 del TTIP – descrivono le nostre attese riguardo ai contenuti dell'accordo finale, linea per linea
i documenti sulla posizione dell’UE – cosa vogliamo ottenere nei singoli capitoli.
Pubblicheremo ulteriori testi man mano che si rendono disponibili.

Renderemo pubblico l'intero testo dell’accordo pubblico una volta conclusi i negoziati e ben prima della sua firma e ratifica.

Per visionare il testo di un accordo commerciale dell’UE concluso recentemente, leggere il testo dell’accordo di libero scambio UE-Canada (CETA).Il testo è ancora oggetto di revisione giuridica.


I documenti sulla POSIZIONE dell'UE definiscono l'approccio dell'Unione riguardo ai temi dei negoziati TTIP. Vengono presentati ai fini della discussione con gli Stati Uniti nell'ambito dei cicli negoziali.

Le PROPOSTE TESTUALI sono le proposte iniziali dell'UE per i testi giuridici sui temi del TTIP. Vengono presentate ai fini della discussione con gli Stati Uniti nell'ambito dei cicli negoziali. Il testo dell’accordo finale sarà il risultato dei negoziati tra l’Unione europea e gli Stati Uniti.

Guida per il lettore
Glossario

Testi negoziali dell’UE, capitolo per capitolo

Parte 1: Accesso al mercato
Un migliore accesso al mercato USA


Scambi di merci e dazi doganali

Schede informative
Scheda informativa sugli scambi di merci e i dazi doganali

Servizi

Schede informative
Scheda informativa sui servizi
TTIP e servizi pubblici
TTIP e cultura
Documenti sulla posizione dell’UE
I servizi finanziari nel TTIP

Appalti pubblici

Schede informative
Scheda informativa sugli appalti pubblici

Norme di origine

Schede informative
Scheda informativa sulle norme di origine

Parte 2: Cooperazione in campo normativo
Ridurre gli oneri burocratici e i costi, ma senza abbassare la guardia


Coerenza normativa

Schede informative
Scheda informativa sulla coerenza normativa
Il TTIP e gli aspetti normativi: una panoramica  - (versione in altre lingue)
Le proposte testuali dell’UE
Proposta riveduta dell'UE sulla cooperazione in campo normativo – nota esplicativa  NOVITÀ
Spiegazione dettagliata della proposta dell'UE per un capitolo sulla cooperazione in campo normativo NOVITÀ
Introduzione al testo giuridico dell'UE sulla cooperazione in campo normativo nell'ambito del TTIP
Proposta di testo sulla cooperazione in campo normativo nell'ambito del TTIP  04 Maggio 2015 AGGIORNATO

Ostacoli tecnici agli scambi

Schede informative
Scheda informativa sugli ostacoli tecnici agli scambi
Le proposte testuali dell’UE
Gli ostacoli tecnici agli scambi nel TTIP

Sicurezza alimentare e salute degli animali e delle piante

Schede informative
Scheda informativa sulla sicurezza alimentare e la salute degli animali e delle piante
Le proposte testuali dell’UE
Misure sanitarie e fitosanitarie nel TTIP
Industrie specifiche


Sostanze chimiche

Schede informative
Scheda informativa sulle sostanze chimiche
Documenti sulla posizione dell’UE
Le sostanze chimiche nel TTIP
Le sostanze chimiche nel TTIP - situazione
Le sostanze chimiche nel TTIP - esempi

Prodotti cosmetici

Schede informative
Scheda informativa sui prodotti cosmetici
Documenti sulla posizione dell’UE
I prodotti cosmetici nel TTIP

Ingegneria

Schede informative
Scheda informativa sull'ingegneria
Documenti sulla posizione dell’UE
L'ingegneria nel TTIP

Dispositivi medici

Schede informative
Scheda informativa sui dispositivi medici
Documenti sulla posizione dell'UE
I dispositivi medici nel TTIP NOVITÀ

Pesticidi

Schede informative
Scheda sui pesticidi NOVITÀ

Tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC)

Schede informative
Scheda informativa sulle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC)

Prodotti farmaceutici

Schede informative
Scheda informativa sui prodotti farmaceutici
Documenti sulla posizione dell’UE
I prodotti farmaceutici nel TTIP

Prodotti tessili

Schede informative
Scheda informativa sui prodotti tessili
Documenti sulla posizione dell’UE
I prodotti tessili nel TTIP

Veicoli

Schede informative
Scheda informativa sui veicoli
Documenti sulla posizione dell’UE
I veicoli nel TTIP - esempio 1 – cinture di sicurezza
I veicoli nel TTIP – esempio 2 – norme in materia di illuminazione e visione  NOVITÀ
I veicoli nel TTIP

Parte 3: Norme
Le nuove norme rendono più agevole ed equo esportare, importare e investire


Sviluppo sostenibile

Schede informative
Scheda informativa sullo sviluppo sostenibile
Diritti dei lavoratori e partecipazione della società civile nel TTIP
Documenti sulla posizione dell’UE
Lo sviluppo sostenibile nel TTIP – problemi, disposizioni
Lo sviluppo sostenibile nel TTIP


Energia e materie prime

Schede informative
Scheda informativa sull’energia e le materie prime
Documenti sulla posizione dell’UE
L'energia e le materie prime nel TTIP

Dogane e facilitazione degli scambi

Schede informative
Scheda informativa sulle dogane e la facilitazione degli scambi
Le proposte testuali dell’UE
Dogane e facilitazione degli scambi nel TTIP

Piccole e medie imprese (PMI)

Schede informative
Scheda informativa sulle piccole e medie imprese (PMI)
Le proposte testuali dell’UE
Le PMI nel TTIP

Protezione degli investimenti e composizione delle controversie investitore-Stato (ISDS)

Schede informative
Scheda informativa sulla protezione degli investimenti e la composizione delle controversie investitore-Stato (ISDS)
La protezione degli investimenti e l'ISDS in 2 pagine
La protezione degli investimenti e l'ISDS in 8 pagine

Concorrenza

Schede informative
Scheda informativa sulla concorrenza
Le proposte testuali dell’UE
La concorrenza nel TTIP – antitrust e concentrazioni 
Concorrenza – imprese statali
Concorrenza – sussidi

Proprietà intellettuale (PI) e indicazioni geografiche (IG)

Schede informative
Schede informative sulla proprietà intellettuale (PI) e le indicazioni geografiche (IG)
Documenti sulla posizione dell’UE
Proprietà intellettuale nel TTIPNOVITÀ

Composizione delle controversie tra governi

Schede informative
Scheda informativa sulla composizione delle controversie tra governi
Le proposte testuali dell’UE
Composizione delle controversie tra governi
Per ulteriori informazioni



L'Investor-state dispute settlement (in sigla: ISDS; traducibile in italiano come Risoluzione delle controversie tra investitore e Stato) è uno strumento di diritto pubblico internazionale che garantisce a un investitore straniero il diritto di dare inizio ad un procedimento di risoluzione delle controversie nei confronti di un governo straniero (lo "Stato ospite"). Disposizioni che prevedono l'ISDS sono contenute in un gran numero di trattati bilaterali per gli investimenti, in alcuni accordi commerciali internazionali, come nel Capitolo 11 dell'Accordo nordamericano per il libero scambio (NAFTA), e in accordi internazionali di investimento, come il "Trattato sulla Carta dell'energia".
Contenuto della clausola[modifica | modifica wikitesto]
Se l'investitore straniero di un paese "A" ("Stato d'origine") investe in un paese "B" ("Stato ospite"), e quest'ultimo viola uno dei diritti garantiti all'investitore secondo il diritto pubblico internazionale, qualora entrambi abbiano concordato sull'ISDS, allora quell'investitore può portare la questione di fronte ad una corte arbitrale commerciale. Nonostante l'ISDS sia spesso associato ad un procedimento arbitrale effettuato secondo le regole dell'ICSID (acronimo inglese per il Centro internazionale per il regolamento delle controversie relative ad investimenti della Banca Mondiale), in realtà esso si sviluppa spesso sotto la protezione di corti arbitrali internazionali commerciali regolate da diverse norme e/o istituzioni, come la Corte Arbitrale Internazionale di Londra, la Camera di commercio internazionale, il Centro Arbitrale Internazionale di Hong Kong, o le regole di arbitrato della Commissione delle Nazioni Unite per il diritto commerciale internazionale (UNICTRAL).


TTIP: da Europarlamento via libera a mandato negoziale a Commissione Ue



Credits: European Parliament 2015 https://twitter.com/Europarl_Photo
Credits: European Parliament 2015 https://twitter.com/Europarl_Photo

Dopo il rinvio della scorsa sessione, l’Europarlamento ha approvato oggi il mandato negoziale alla Commissione europea sul TTIP, il Partenariato trans-atlantico per il commercio e gli investimenti.
Il ruolo del nostro Gruppo S&D è stato cruciale: abbiamo sancito con chiarezza che i nostri standard in materia di diritti umani, ambiente e condizioni di lavoro non sono negoziabili, a meno che l’obiettivo non sia quello di raggiungere un livello più alto di tutela. Sulla protezione dei dati personali poi è ora esplicito che la riservatezza non deve essere messa a rischio ed è prevista una clausola specifica per la tutela della privacy. Inoltre, nella risoluzione approvata, è inclusa la richiesta di ratifica e attuazione delle norme fondamentali indicate dall’Organizzazione internazionale del lavoro.
La risoluzione votata oggi prevede poi il superamento del meccanismo ISDS con un nuovo sistema di protezione degli investimenti incentrato su giudici nominati pubblicamente e soggetto a regole di controllo e di trasparenza. Si tratta di un mandato negoziale: la decisione di approvare o meno l’accordo TTIP sarà basata sul testo effettivo del trattato quando verrà concluso e, per quel che ci riguarda, sulla coerenza con questi valori.

Le tre tappe dell'unificazione ed i nove punti del programma Paneuropa (STATI UNITI D'EUROPA)

Le tre tappe dell'unificazione ed i nove punti del programma Paneuropa
Coudenhove-Kalergi elabora un progetto di unificazione federale. Esso prevede tre tappe:
1. Una cooperazione intergovernativa stretta tra gli stati europei: saranno previsti degli incontri periodici. Le decisioni si prendono all'unanimità in questa fase.
2. Un'unione doganale tra i partecipanti.
3. La fase federale: gli Stati Uniti d'Europa.
Il programma di Kalergi prevede nove punti:
1. È necessario che questa unione sia una confederazione europea con una garanzia reciproca di delegazione legale della sovranità. I governi devono, in altre parole, essere sicuri che la cessione di sovranità avverrà in egual misura per tutte le parti.
2. Per gestire i conflitti tra gli stati membri, sarà necessaria una corte federale europea.
3. Un esercito europeo, un'alleanza militare, che raggruppi contingenti dei diversi paesi, per garantire la pace a livello continentale.
4. Un'unione doganale progressiva.
5. Un'unificazione delle colonie. Sfruttamento a livello europeo.
6. Progetto di moneta unica.
7. Rispetto della diversità delle culture europee e delle molteplici civilizzazioni nazionali.
8. Rispetto e protezione delle minoranze nazionali.
9. Una buona ed efficace collaborazione nel quadro della Società delle nazioni.