mercoledì 30 maggio 2012

ANCORA UN RINVIO all'apertura della Metro B1, il pasticcio delle autorizzazioni

ANCORA UN RINVIO

Metro B1, il pasticcio delle autorizzazioni

Un dirigente del Comune: «Non sappiamo quando aprirà»


Gianni Alemanno e Gianfranco Fini in visita al cantiere della metro B1 (Jpeg)Gianni Alemanno e Gianfranco Fini in visita al cantiere della metro B1 (Jpeg)
ROMA - Doveva partire a gennaio, poi a febbraio, a marzo, ad aprile, e così via. Di rinvio in rinvio, la metro B1 è arrivata all'estate. L'ultima è di qualche giorno fa: «La nuova linea partirà il prossimo fine settimana», cioè quello del 2 giugno, aveva annunciato l'assessore alla Mobilità Antonello Aurigemma. Il sindaco Alemanno, ieri, l'ha corretto: «Mancano alcune firme e autorizzazioni del ministero e della Regione. Appena le avremo, annunceremo la data di inaugurazione». Secondo l'Atac il periodo di collaudo è terminato, anche se con qualche disagio per gli utenti. Secondo i sindacati, invece, «ci sono ancora problemi da risolvere sul telecomando che gestisce la linea». Un mezzo pasticcio, dunque. E gli abitanti, nel frattempo, aspettano.
Una vicenda, quella della tratta da piazza Bologna a Conca d'Oro, che da mesi tiene in apprensione il Campidoglio, l'Atac, il territorio. I nervi sono tesi: il sindaco ha fretta di aprire la linea, «pre-inaugurata» già a dicembre e mostrata da «Roma Metropolitane» con orgoglio sia all'ex sindaco Walter Veltroni che al presidente della Camera Gianfranco Fini, ma per il taglio del nastro bisognerà aspettare ancora. La Regione, dopo la dichiarazione di Alemanno, puntualizza: «La direzione regionale dei Trasporti - dice Chiara Colosimo, consigliere Pdl e presidente della commissione Mobilità - sta cercando di evadere le ben cento richieste di autorizzazione per le scale mobili, pervenute negli ultimi dieci giorni». Colosimo precisa: «La sicurezza dei passeggeri deve essere garantita e ci sono tempi burocratici che devono essere rispettati». Ogni scala mobile, oppure ogni ascensore, richiede un decreto a sé. In più, i conflittuali rapporti tra Alemanno e Polverini - anche sulle metropolitane - non facilitano certo l'iter burocratico. Aurigemma, qualche giorno fa, ha parlato col suo omologo Francesco Lollobrigida, chiedendogli di velocizzare le pratiche ma, in ogni caso, l'inaugurazione a fine settimana appare una chimera.


Linea B1, stazione piazza Annibaliano (Jpeg)Linea B1, stazione piazza Annibaliano (Jpeg)
La stessa risposta, del resto, la fornisce l'assessorato alla Mobilità del Comune, durante la conferenza dei servizi sulla metro B1 di ieri in Campidoglio. A domanda del vicecapo di gabinetto Gianmario Nardi e del comandante dei vigili Angelo Giuliani, su quando avrebbe aperto la nuova linea, un dirigente dei Trasporti ammette: «Non lo sappiamo, non abbiamo ancora una data precisa». I vigili avanzano una richiesta: «Partire dopo l'11 giugno, per aspettare la chiusura delle scuole. Altrimenti ci devono pagare gli straordinari». E anche l'Agenzia della Mobilità di Atac ha predisposto il nuovo piano di superficie (cambieranno diverse linee di bus, nel tratto interessato dalla metro) a cominciare dalla stessa data.
Ad alimentare il caos interno alla maggioranza, anche le proteste del IV Municipio, guidato dall'ex An Cristiano Bonelli. Il minisindaco, insieme ai suoi quattro assessori, piomba nella riunione in Campidoglio, tuonando: «Vogliamo - ha detto ai tecnici - delle informazioni chiare, perché poi sul territorio ci stiamo noi, siamo noi che dobbiamo rispondere ai cittadini. Gli errori di comunicazione non sono ammissibili, serve maggiore condivisione. Così non si va avanti». Bonelli, che da mesi sta portando avanti un braccio di ferro con lo stesso Aurigemma specie sui parcheggi di piazza Conca d'Or, è furibondo. Secondo il minisindaco, saltato per ora il parking interrato, gli spazi sono troppo pochi. Inoltre, le strisce blu previste intorno al capolinea, colpiscono anche i commercianti. Per questo il IV Municipio ha chiesto di poter esentare i piccoli negozianti, oltre che di lasciare ai proprietari di attività del territorio una prelazione sugli esercizi commerciali dentro la stazione. Il tutto quando aprirà la metro. Già, ma quando?
Ernesto Menicucci 30 maggio 2012 | 12:01© RIPRODUZIONE RISERVATA

sabato 26 maggio 2012

Google rompe il cazzo ai siti di file sharing P2P Torrent Trackers insieme alla GDF Italiana.

WEB

Google, pugno duro coi pirati
250mila link rimossi ogni settimana

Mountain View rilascia il numero di reclami ricevuti per rimandi a siti dal contenuto illegale e apre uno spazio per la richiesta di intervento. Microsoft in cima alla lista dei più colpiti

IL MOTORE DI RICERCA più utilizzato nel mondo è anche quello che inevitabilmente raccoglie più collegamenti a contenuti pirata. Lo sanno bene a Mountain View, visto il volume di richieste di rimozione di link che Google riceve. Un dato che fa parte del report sulla trasparenza del gigante del web, che da quest'anno mette uno strumento in più a disposizione dei detentori di diritti d'autore.

Pugno duro.
Per ribattere alle accuse di negligenze nella lotta alle violazioni di copyright, ed evitare fastidiose conseguenze legali, Google ha inserito all'interno del report sulla trasparenza anche una nuova sezione dedicata alla rimozione dei link effettuata su segnalazione. Secondo i numeri esposti, ogni settimana vengono rimossi dai database oltre 250 mila link che conducono ad opere "piratate". Google ha reso noti i nomi dai quali riceve il maggior numero di richieste: a guidare la classifica è un po' a sorpresa Microsoft, anziché multinazionali dell'intrattenimento.

Redmond in testa. Microsoft è l'azienda che colleziona più link pirata, con oltre 500 mila collegamenti rimossi. La maggior parte delle copie illegali, in generale, riguarda prodotti software. L'intrattenimento viene dopo. Seguono infatti Nbc universal, dall'associazione delle industrie discografiche Riaa, i discografici inglesi.
La maggior parte delle violazioni avviene mediante il sito Filestube (circa il 43 per cento dei link cancellati), e poi  Torrentz.Eu e 4shared. Fred von lohmann, uno dei responsabili della gestione dei copyright, ha ricordato come circa il 97 per cento delle richieste di cancellazione venga generalmente accolto da Google in un tempo medio di 11 ore.
(26 maggio 2012)



WEB

Chiuso KickassTorrents
un altro colpo al P2P in Italia

Inibizione all'accesso della popolare piattaforma torrent per gli utenti italiani, dopo le operazioni di blocco per Pirate Bay, BtJunkie e Linkstreaming. Si tratta di un blocco Dns, non difficile da aggirare. Il sito generava un guadagno stimabile in oltre 8 milioni di dollari l'anno

CAGLIARI - Un altro sito per il "Peer to peer", lo scambio di file da utente a utente, non sarà più raggiungibile dall'Italia. La Guardia di Finanza su provvedimento emesso dal sostituto procuratore Giangiacomo Pilia, ha inibito l'accesso agli internauti nazionali sul portale Kickasstorrents, uno dei principali siti di scarimento di "torrent" per lo scambio dei file. Si tratta comunque di un blocco a livello Dns, e quindi facilmente aggirabile da chi ha un minimo di dimestichezza con la Rete. Ma di fatto, digitando l'indirizzo nel borowser, il sito risulta irraggiungibile.

Dopo l'operazione The Pirate Bay nel 2008 e la definitiva chiusura dei battenti di Btjunkie nel febbraio 2012, le Fiamme Gialle hanno agito su questa terza piattaforma, con sedenelle Filippine e server sparsi in tutto il mondo. L'operazione, denominata "Last Paradise", segue quelle denominate "Little angel" per il sito Linkstreaming e "Poisonous Dahlia" per Btjunkie.

Il sito, forte dei suoi 10 milioni di torrent attivi, riceve oltre tre milioni di visite giornaliere da tutto il pianeta e l'Italia sinora era il terzo Paese per provenienza di utenti alle spalle solo di India e Usa. Centinaia di migliaia di italiani usavano regolarmente ogni giorno la superpiattaforma digitale pirata per scaricare musica, film, videogiochi e software. Kickasstorrents è una delle piattaforme più aggiornate, con le ultime uscite commerciali e in contemporanea con le anteprime cinematografiche.
Kickasstorrents (o Kat, come meglio noto ai websurfer) ospitava numerosi banner pubblicitari, producendo guadagni per i gestori stimati in oltre 8,5 milioni di dollari l'anno. 
(24 maggio 2012)

martedì 22 maggio 2012

Pierluigi Bersani: «A Grillo dico: "Sta sereno, ora sei un capo partito anche tu e non basterà bestemmiare gli altri, dì qualcosa di preciso per il paese ... e sta' sereno».



Bersani a Grillo: ora di' qualcosa di preciso...

combo bersani grillo 640

«A Grillo dico: "Sta sereno, ora sei un capo partito anche tu e non basterà bestemmiare gli altri, dì qualcosa di preciso per il paese ... e sta' sereno». 
Così il segretario del Pd Pier Luigi Bersani replica a Beppe Grillo che stamane lo ha attaccato come un «quasi 'morto'» e lo aveva invitato ad andar a lavorare. E poi aggiunge ironico: «Lui dice che sono quasi morto e noi semplici umani siamo tutti quasi morti, viviamo su quel quasi. Non so se Grillo invece ha altre possibilità!». Il leader del movimento 5 stelle lo ha definito «non morto (ma quasi), di un partito mai nato». 

« Bersani però è affranto: non potrà più costruire l'ennesimo inceneritore nella sua Emilia, a Parma non ci sarà un tumorificio come in altre città governate dal Pdmenoelle come con l'ebetino a Firenze (Matteo Renzi, ndr)», ha detto Grillo, che pubblica la definizione di «morto vivente» («creatura mostruosa generata dalla resurrezione di un cadavere») e diceva che si può riferire «a vari tipi di creature fantastiche, come ad esempio zombie, vampiri, mummie, o pdmenoellini» . 

«Il pollo che si crede un'aquila - prosegue Grillo, attaccando Bersani - è tornato sui suoi cavalli di battaglia elettorali ('Non cederemo ai populismi e ai qualunquismì) e alle argomentazioni politiche sulla vittoria del M5S a Parma dovuta a 'una destra che si è rimpannucciata sostenendo il grillinò. Rimpannucciato il grillino, belin, Bersani batte nell'eloquio Vendola 5 a 0!». 

Il comico è un fiume in piena, contro il segretario del Pd, che invita ad «accompagnare alla prima panchina con un sacchetto di becchime per i piccioni»: «Non è finita qui - scrive - Per il non morto (ma quasi) la crisi della destra provoca 'un vuoto d'arià. In pratica il peto in cui si dissolvono i partiti». All'affermazione di Bersani secondo qui il lavoro è un «punto inevaso» da Grillo, il fondatore del M5S replica: «Chi ha creato la disoccupazione? Il M5S oppure vent'anni di inciuci con il Pdl, di investimenti nei catorci della Fiat e nella cementificazione del Paese invece che in innovazione? Chi ha svenduto a debito la Telecom se non D'Alema condannandola a un nanismo industriale? Chi ha benedetto la legge sul precariato ieri e la 'ristrutturazionè dell'articolo 18 oggi? Prima di parlare di lavoro - conclude Grillo - Bersani dovrebbe lavorare, ci provi, in futuro ne avrà bisogno».



lunedì 14 maggio 2012

PDL e LA DESTRA con l'Avallo di RUGGIANO del MOV 5 STERCHI schedano i non votanti al primo turno alle amministrative 2012 a Parma e Comacchio e gli telefonano per chiedergli il voto per RUGGIANO MOV 5 STERCHI

TODI, 11 MAGGIO 2012 - Alcuni cittadini ci hanno fatto presente che da alcuni giorni sono raggiunti da telefonate di esponenti del PDL con le quali sono invitati a recarsi a votare il prossimo 20 maggio e a votare Ruggiano. Si tratta per lo più di cittadini che nel primo turno non si sono recati a votare. Questa mattina leggiamo che durante la conferenza stampa di ieri mattina Ruggiano ha detto che” Da una analisi del risultato elettorale emerge ……. Che dei 1600 tuderti che non sono andati alle urne circa 1300 erano del centro-destra”.Come ha fatto questo controllo?I cittadini sono schedati?Disponeva di elenchi nominativi dei non votanti?A nostro giudizio ci troviamo ancora una volta di fronte o a menzogne o a palesi violazioni della legge, ancor più gravi se fatte da pubblici ufficiali quali sono il sindaco o gli assessori, anche se scaduti.È bene ricordare che la nuova legge sulla protezione dei dati personali, la n. 196 del 2003, fa divieto a chiunque, ai rappresentanti di lista ma anche agli scrutatori, di compilare elenchi di persone che non abbiano votato, prevedendo sanzioni penali molto dure.Ora noi ci domandiamo:1. Gli esponenti del PDL e Ruggiano dispongono di elenchi dei non votanti al primo turno?2. Chi ha stilato simili elenchi?3. Come ne sono venuti in possesso?

Per noi la politica ha altri compiti che quella di schedare i cittadini in ragione del loro orientamento politico o di violare la loro privacy.Anche questo comportamento è la dimostrazione che il centro-destra non ha argomenti e proposte per la città e ricorre ad ogni mezzo, anche illecito, per accaparrarsi il consenso che i cittadini gli hanno già negato.E visti questi metodi irrispettosi e da agenti dei servizi segreti, anche il 20 maggio negheranno il loro consenso a Ruggiano e soci.Cittadini, nel frattempo riattaccategli il telefono in faccia!

La coalizione di centro-sinistra..MENZOGNE O VIOLAZIONE DELLA PRIVACY?
pubblicata da TodiFutura Rossini Sindaco il giorno venerdì 11 maggio 2012 alle ore 19.16 ·.......

mercoledì 2 maggio 2012

Pensioni a manager pubblici: governo battuto al senato

Governo battuto in Senato su un emendamento dell'Idv, appoggiato dalla Lega, su una norma sulle pensioni dei manager pubblici. Hanno votato a favore in 124 (Idv, Lega e Pdl), i contrari 94. L'emendamento delle opposizioni aveva ricevuto il parere contrario dell'esecutivo.

In pratica la norma soppressa 'salvava' in parte i riflessi previdenziali dalle disposizioni sul tetto agli stipendi dei manager pubblici. L'articolo abrogato integrava un comma del decreto Salva Italia, che imponeva un contributo di solidarietà per gli stipendi dei manager pubblici oltre i 300.000 euro annui. L'articolo stabiliva che questo «taglio» di stipendio era ininfluente nel definire la pensione per la parte calcolata con il metodo retributivo.

«Questo articolo - aveva detto in aula il sottosegretario Claudio De Vincenti - fa sì che i dirigenti della Pubblica amministrazione che hanno già maturato i requisiti di pensionamento, che volontariamente prolungano la loro attività, al momento dell'andata in pensione avranno l'assegno calcolato sulla situazione maturata al 22 dicembre 2012». L'articolo non comportava oneri per la finanza pubblica e il governo lo aveva inserito nel decreto sulla commissioni bancarie per evitare possibili ricorsi, alla luce di precedenti sentenze della Corte costituzionale in tema previdenziale.