La Ue riforma i pagamenti elettronici.
Carte di credito, commissioni allo 0,3%
Bruxelles impone un tetto ai costi, sperando di
facilitare la diffusione dei pagamenti elettronici, di uniformare il
mercato e contenere gli esborsi per clienti ed esercenti. Stop ai
sovrapprezzi indiscriminati, anche per il pagamento online per esempio
dei biglietti aerei
MILANO - Nuove linee guida da Bruxelles -
una direttiva e una proposta di regolamento - per cercare di normare il
mercato dei pagamenti nell'Unione. Novità per un settore che, a detta
del commissario per il Mercato interno, Michel Barnier,
"è frammentato e caro: il suo costo supera infatti l'1% del Pil
dell'Ue, ovvero 130 miliardi l'anno. La nostra economia non se lo può
permettere". Lo stesso commissario ha annunciato anche che "a settembre
presenteremo il regolamento sul tasso di riferimento" per il mercato
interbancario, cioè il Libor e i suoi affini.
Le novità
principali sono probabilmente quelle del regolamento, strettamente
legato alla direttiva, con la quale si propone un tetto alle commissioni
interbancarie dello 0,2% per le transazioni con carta di debito e 0,3%
per quelle con carta di credito. Una bella sforbiciata dai massimi
attuali, fino all'1,5%. Con tali limiti, secondo Bruxelles, le tariffe
interbancarie saranno a un livello per cui sarà indifferente per il
commerciante essere pagato con carta o in contanti. La proposta si fonda
anche sulle conclusioni delle procedure Antitrust contro Visa Europe e
Mastercard.
Il regolamento prevede il divieto di maggiorazioni
alle commissioni applicate ai consumatori per le carte di debito o
credito: si tratta del sovrapprezzo che alcuni esercenti applicano al
pagamento con carta, di uso comune, in particolare nell'acquisto di biglietti aerei.
Grazie ai massimali applicati alle commissioni interbancarie sulle
carte di consumo, indica la Commissione europea, si ridurranno
sensibilmente i costi delle operazioni tramite carta a carico dei
dettaglianti e, quindi, verrà meno la motivazione alla base delle
maggiorazioni. Anche se non sono mancate le opinioni discordanti a
riguardo, motivate in base ad alcune esperienze regionali, per cui gli
istituti di credito cercheranno di scaricare diversamente i costi sui clienti. I timori sono stati espressi anche dal presidente di Mastercard Europe, Javier Perez:
"Pur condividendo gli obiettivi della Commissione", commenta in una
nota, "temiamo che alcune proposte legislative, come per esempio i
limiti imposti alle commissioni interbancarie o la norma che impone ai
commercianti di accettare tutte le carte, possano in realtà danneggiare e
penalizzare i consumatori e i piccoli commercianti, ostacolando la
concorrenza e l’innovazione nel panorama dei pagamenti europei".
Obiezioni non condivise dal Vicepresidente Joaquín Almunia:
"Le commissioni interbancarie pagate dai dettaglianti finiscono col
rincarare i prezzi per i consumatori, i quali non soltanto non ne sono
consapevoli, ma sono addirittura incoraggiati, tramite l'offerta di
premi, a usare le carte più redditizie per le loro banche". Secondo
Almunia, con le nuove norme "i dettaglianti risparmieranno molto grazie
all'abbassamento delle commissioni da pagare alle banche e i
consumatori beneficeranno di prezzi al dettaglio inferiori."
Per
un periodo transitorio di 22 mesi i tetti alle commissioni
interbancarie sulle carte di debito e di credito si applicheranno alle
operazioni transfrontaliere (quando la carta viene usata in un Paese
diverso dal proprio oppure il dettagliante si appoggia a una banca di un
altro Paese). Dopo 22 mesi i tetti, fissati in percentuale del valore
dell'operazione, si applicheranno anche alle operazioni nazionali. I
commercianti potranno invece applicare maggiorazioni alle carte non
soggette ai massimali (soprattutto carte aziendali emesse ad imprese e
carte di schemi a tre parti come American Express o Diners) o rifiutare
di accettarle. I costi imposti da tali carte più care possono così
essere caricati direttamente su chi ne usufruisce invece di essere
spalmati su tutti i consumatori.
Le commissioni interbancarie,
ricorda la Commissione, sono comprese nei costi che il dettagliante
sostiene per poter ricevere pagamenti effettuati con carte, sottoforma
di aumento dei prezzi al dettaglio. Il consumatore non lo sa, ma le
commissioni sono un costo per i dettaglianti e in ultima analisi per
loro stessi. L'entità di tali commissioni varia sensibilmente da uno
Stato membro all'altro, e ciò dimostra, secondo la Commissione, "che la
loro motivazione non è poi così chiara e che comunque costituiscono una
grande barriera tra i mercati nazionali dei pagamenti".
(24 luglio 2013)
Ue. Più tutela ai vacanzieri. Anche in rete
Si aggiorna la normativa sul tutto compreso, ferma
all'era pre-booking online. Tetto del 10 per cento agli aumenti,
estensione del diritto di annullamento: basterà che l'ambasciata
sconsigli un determinato Paese
Limite del 10 per cento ai supplementi di prezzo ai pacchetti
vacanze. Più chiarezza su chi è responsabile di cosa e numero unico
in caso di problemi. Rafforzamento dei diritti di annullamento e di
trasferimento della vacanza ad altra persona. Rafforzamento anche
dei diritti di ricorso dei clienti, fino alla possibilità di
chiedere i danni morali per "vacanza rovinata". Per le imprese del
turismo invece semplificazioni normative assieme ad un taglio dei
costi, con l'eliminazione di obblighi "obsoleti" come quello di
ristampa degli opuscoli.
Questi, in sintesi, i punti qualificanti della proposta di
aggiornamento delle normative comunitarie sui "pacchetti vacanze"
che la commissione europea ha presentato in pieno avvio di stagione
delle ferie estive. Si punta a mettere queste regole al passo coi
tempi, decisamente cambiati rispetto alla formulazione originaria.
Il quadro attuale sui viaggi "tutto compreso" risale infatti al
1990 e ora l'Ue ravvisa la necessità di "rispondere a una radicale
trasformazione del mercato del turismo". La riforma è stata
presentata dopo una consultazione pubblica avviata nel 2009 seguita
da seminari e conferenze, e diventerà operativa se, come pare
abbastanza scontato, sarà approvata dal consiglio dei governi
europei e dall'europarlamento.
I cittadini hanno un ruolo sempre più attivo nell'adattare le
vacanze alle proprie esigenze specifiche, e invece di scegliere da
un catalogo un pacchetto già pronto sfruttano internet per
combinare vari servizi. Le norme attuali sono diventate difficili
da applicare - questo il principio ispiratore dell'iniziativa
comunitaria - mentre sempre più spesso si prenotano online
pacchetti turistici personalizzati (presso un professionista o più
professionisti che hanno tra loro legami commerciali), con la
doppia conseguenza che gli acquirenti non sanno se sono tutelati
dalle norme vigenti e che i professionisti non hanno ben chiari i
loro obblighi. L'obiettivo di Bruxelles è far sì che 120 milioni
di consumatori in più, rispetto ad ora, in altre parole tutti
quelli che acquistano servizi turistici personalizzati, per lo più
in rete, siano tutelati.
La proposta di riforme prevede appunto controlli più severi sui
supplementi di prezzo (limite del 10%) e l'obbligo di trasferire le
riduzioni di prezzo, nelle circostanze equivalenti. Ci sono anche
diritti di annullamento rafforzati: i consumatori potranno
beneficiare di una maggiore flessibilità e recedere dal contratto
prima della partenza pagando all'organizzatore un indennizzo
ragionevole. Inoltre, si potrà risolvere il contratto gratuitamente
prima della partenza in caso di catastrofi naturali, disordini
civili o altre situazioni gravi simili nel paese di destinazione
che possono pregiudicare la vacanza (ad esempio se le ambasciate
sconsigliano di recarsi in quel paese).
La riforma stabilisce anche migliori informazioni in materia di
responsabilità: i consumatori dovranno essere informati in un
linguaggio semplice e comprensibile. Inoltre decreta che
l'organizzatore è responsabile della corretta esecuzione di tutti i
servizi inclusi nel pacchetto. Attualmente invece, a causa di
divergenze tra le norme nazionali su chi sia la parte responsabile
(l'organizzatore, il venditore o entrambi), l'organizzatore e il
venditore si rinviano a vicenda il consumatore, non riconoscendo la
propria responsabilità. Eclatante il caso che ha spinto la Ue verso
l'accelerazione decisiva: il fallimento Malev, nell'inverno 2012,
con molti passeggeri lasciati a piedi attraverso l'Europa, e una
buona parte di loro non risarciti perché avevano acquistato il
biglietto in rete.
Vengono poi rafforzati i diritti di ricorso: qualora un servizio
turistico non sia stato eseguito correttamente, i consumatori
possono chiedere, oltre alla riduzione del prezzo, il risarcimento
dei danni morali subiti, in particolare per "vacanza rovinata".
Viene reso obbligatorio un punto di contatto unico in caso di
problemi: i consumatori potranno presentare reclami o denunce
direttamente al venditore (agente di viaggio) presso il quale hanno
acquistato la vacanza. Per gli acquirenti di altri servizi
turistici personalizzati, la proposta prevede il diritto di farsi
rimborsare ed essere rimpatriati, se necessario, nel caso in cui il
venditore, il vettore o ogni altro pertinente fornitore di servizi
fallisca mentre sono in vacanza. Inoltre impone una migliore
informazione su chi sia responsabile dell'esecuzione di ciascun
servizio.
Per le imprese, la proposta ridurrà la burocrazia e i costi di
adeguamento creando condizioni paritarie tra i vari operatori;
abolendo gli obblighi obsoleti di ristampa degli opuscoli e
permettendo agli operatori turistici e agli agenti di viaggio di
risparmiare circa 390 milioni di euro l'anno. Sono esclusi dal
campo di applicazione della direttiva i viaggi di natura
professionale gestiti da agenzie specializzate, il che dovrebbe
consentire risparmi fino a 76 milioni di euro l'anno. La proposta
introduce poi norme europee in materia di informazione,
responsabilità e riconoscimento reciproco dei sistemi nazionali di
protezione dall'insolvenza, facilitando in tal modo gli scambi
transfrontalieri.
"Negli anni '90 la maggior parte dei cittadini europei sceglieva da
un catalogo un servizio preconfezionato tutto compreso e lo
prenotava presso la propria agenzia di viaggio locale. I tempi però
sono cambiati e occorre aggiornare le norme per tenere il passo con
le evoluzioni del mercato", ha dichiarato la vicepresidente Viviane
Reding, commissaria europea per la giustizia. Insomma, le
intenzioni ci sono. Resta da vedere come questo potrà trovare
applicazione pratica in un contesto sovranazionale, che, sommato
alla struttura stessa della rete web, rende tutt'altro che semplice
la tracciabilità delle operazioni commerciali che si svolgono nel
suo ambito.
(09 luglio 2013)