Roma, riduzione municipi: pronta la delibera
La nuova mappa, no alla City del centro storico
Niente fusione di Borgo e Prati con il Centro. Parioli accorpati con Nomentano e San Lorenzo
di Fabio Rossi
ROMA
- I confini del centro storico resteranno invariati, all’interno delle
Mura Aureliane, così come non ci saranno variazioni amministrative
sull’asse Eur-Ostia.Alla fine per ridurre i Municipi da 19 a 15, come
previsto dalla legge, il Campidoglio ha scelto la strada più agevole:
saranno accorpate le ex circoscrizioni più piccole, secondo criteri di
continuità territoriale. L’assessore capitolino alle attività produttive
Davide Bordoni (che ha ereditato un anno fa la delega al decentramento
dall’ex vice sindaco Mauro Cutrufo) ha terminato il suo lavoro: la
delibera con i nuovi confini è terminata ed è stata consegnata al
sindaco. Sarà approvata in giunta subito dopo la pausa di metà agosto,
per poi passare all’esame dei Municipi (che dovranno esprimere un parere
non vincolante) e approdare in aula Giulio Cesare per l’esame
definitivo, verosimilmente appena conclusa la lunga sessione dedicata al
bilancio 2012.
Il piano di Palazzo Senatorio, dopo due anni di discussione, lascia comunque spazio ad alcune perplessità. Se, infatti, la fusione del II (Parioli-Salario) con il III (Nomentano-San Lorenzo) era praticamente scontata, le altre vanno a creare territori a raggiera, estesi dal centro all’estrema periferia, poco omogenei al loro interno. «Il nostro obiettivo era quello di accorpare i Municipi non con semplici criteri territoriali - spiega Bordoni - ma tenendo conto della distrubuzione delle funzioni, degli uffici e dei servizi per i cittadini». In ogni caso, aggiunge l’assessore, «ci sarà un confronto con le forze politiche, in consiglio e nei Municipi, per eventuali modifiche». Con tempi brevissimi, però: nella primavera del 2013 si andrà al voto già con la nuova mappa del decentramento amministrativo.
In dettaglio, oltre alla già citata fusione tra II e il III Municipio, la delibera capitolina prevede l’unione del VI (Pigneto) con il VII (Centocelle-Tor Sapienza), mentre il X (Tuscolano-Cinecittà) è destinato a formare un’unica realtà con il IX (Appio Latino-San Giovanni). Lo schema prevede infine l’accorpamento del XVII (Prati-Borgo) con il XVIII (Aurelio-Boccea), creando una nuova circoscrizione a cavallo del Vaticano. Non ci sarà, quindi, l’unione tra Prati e il centro storico che aveva riscontrato le perplessità di Gianni Alemanno: un super municipio nel cuore cittadino, infatti, avrebbe creato una sorta di centro potere in contrapposizione al Campidoglio, su temi particolarmente delicati per l’amministrazione.
La necessità di fare presto ha portato il Comune a non prendere in considerazione progetti più complessi, che prevedevano un riordino dell’intera mappa cittadina, con passaggio di quartieri da un Municipio all’altro. Dal gruppo consiliare del Pdl, per esempio, nei mesi scorsi era arrivata una proposta alternativa, con alcune piccole correzioni: San Lorenzo al V, San Giovanni al centro storico, Massimina dal XVI al XVIII. Ma, soprattutto, una diversa sistemazione per Prati: l’accorpamento al Municipio XIX (Balduina-Trionfale). Ma la soluzione scelta, alla fine, è all’insegna di una più facile unione di territori già delimitati.
Il piano di Palazzo Senatorio, dopo due anni di discussione, lascia comunque spazio ad alcune perplessità. Se, infatti, la fusione del II (Parioli-Salario) con il III (Nomentano-San Lorenzo) era praticamente scontata, le altre vanno a creare territori a raggiera, estesi dal centro all’estrema periferia, poco omogenei al loro interno. «Il nostro obiettivo era quello di accorpare i Municipi non con semplici criteri territoriali - spiega Bordoni - ma tenendo conto della distrubuzione delle funzioni, degli uffici e dei servizi per i cittadini». In ogni caso, aggiunge l’assessore, «ci sarà un confronto con le forze politiche, in consiglio e nei Municipi, per eventuali modifiche». Con tempi brevissimi, però: nella primavera del 2013 si andrà al voto già con la nuova mappa del decentramento amministrativo.
In dettaglio, oltre alla già citata fusione tra II e il III Municipio, la delibera capitolina prevede l’unione del VI (Pigneto) con il VII (Centocelle-Tor Sapienza), mentre il X (Tuscolano-Cinecittà) è destinato a formare un’unica realtà con il IX (Appio Latino-San Giovanni). Lo schema prevede infine l’accorpamento del XVII (Prati-Borgo) con il XVIII (Aurelio-Boccea), creando una nuova circoscrizione a cavallo del Vaticano. Non ci sarà, quindi, l’unione tra Prati e il centro storico che aveva riscontrato le perplessità di Gianni Alemanno: un super municipio nel cuore cittadino, infatti, avrebbe creato una sorta di centro potere in contrapposizione al Campidoglio, su temi particolarmente delicati per l’amministrazione.
La necessità di fare presto ha portato il Comune a non prendere in considerazione progetti più complessi, che prevedevano un riordino dell’intera mappa cittadina, con passaggio di quartieri da un Municipio all’altro. Dal gruppo consiliare del Pdl, per esempio, nei mesi scorsi era arrivata una proposta alternativa, con alcune piccole correzioni: San Lorenzo al V, San Giovanni al centro storico, Massimina dal XVI al XVIII. Ma, soprattutto, una diversa sistemazione per Prati: l’accorpamento al Municipio XIX (Balduina-Trionfale). Ma la soluzione scelta, alla fine, è all’insegna di una più facile unione di territori già delimitati.
Sabato 18 Agosto 2012 - 10:33
Ultimo aggiornamento: 10:38
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