mercoledì 10 luglio 2013

Turismo - Unione Europea: Più tutela ai vacanzieri. Anche in rete

Ue. Più tutela ai vacanzieri. Anche in rete

Si aggiorna la normativa sul tutto compreso, ferma all'era pre-booking online. Tetto del 10 per cento agli aumenti, estensione del diritto di annullamento: basterà che l'ambasciata sconsigli un determinato Paese

Limite del 10 per cento ai supplementi di prezzo ai pacchetti vacanze. Più chiarezza su chi è responsabile di cosa e numero unico in caso di problemi. Rafforzamento dei diritti di annullamento e di trasferimento della vacanza ad altra persona. Rafforzamento anche dei diritti di ricorso dei clienti, fino alla possibilità di chiedere i danni morali per "vacanza rovinata". Per le imprese del turismo invece semplificazioni normative assieme ad un taglio dei costi, con l'eliminazione di obblighi "obsoleti" come quello di ristampa degli opuscoli.

Questi, in sintesi, i punti qualificanti della proposta di aggiornamento delle normative comunitarie sui "pacchetti vacanze" che la commissione europea ha presentato in pieno avvio di stagione delle ferie estive. Si punta a mettere queste regole al passo coi tempi, decisamente cambiati rispetto alla formulazione originaria.  Il quadro attuale sui viaggi "tutto compreso" risale infatti al 1990 e ora l'Ue ravvisa la necessità di "rispondere a una radicale trasformazione del mercato del turismo". La riforma è stata presentata dopo una consultazione pubblica avviata nel 2009 seguita da seminari e conferenze, e diventerà operativa se, come pare abbastanza scontato, sarà approvata dal consiglio dei governi europei e dall'europarlamento.

I cittadini hanno un ruolo sempre più attivo nell'adattare le vacanze alle proprie esigenze specifiche, e invece di scegliere da un catalogo un pacchetto già pronto sfruttano internet per combinare vari servizi. Le norme attuali sono diventate difficili da applicare - questo il principio ispiratore dell'iniziativa comunitaria - mentre sempre più spesso si prenotano online pacchetti turistici personalizzati (presso un professionista o più professionisti che hanno tra loro legami commerciali), con la doppia conseguenza che gli acquirenti non sanno se sono tutelati dalle norme vigenti e che i professionisti non hanno ben chiari i loro obblighi.  L'obiettivo di Bruxelles è far sì che 120 milioni di consumatori in più, rispetto ad ora, in altre parole tutti quelli che acquistano servizi turistici personalizzati, per lo più in rete, siano tutelati.


La proposta di riforme prevede appunto controlli più severi sui supplementi di prezzo (limite del 10%) e l'obbligo di trasferire le riduzioni di prezzo, nelle circostanze equivalenti. Ci sono anche diritti di annullamento rafforzati: i consumatori potranno beneficiare di una maggiore flessibilità e recedere dal contratto prima della partenza pagando all'organizzatore un indennizzo ragionevole. Inoltre, si potrà risolvere il contratto gratuitamente prima della partenza in caso di catastrofi naturali, disordini civili o altre situazioni gravi simili nel paese di destinazione che possono pregiudicare la vacanza (ad esempio se le ambasciate sconsigliano di recarsi in quel paese).

La riforma stabilisce anche migliori informazioni in materia di responsabilità: i consumatori dovranno essere informati in un linguaggio semplice e comprensibile. Inoltre decreta che l'organizzatore è responsabile della corretta esecuzione di tutti i servizi inclusi nel pacchetto. Attualmente invece, a causa di divergenze tra le norme nazionali su chi sia la parte responsabile (l'organizzatore, il venditore o entrambi), l'organizzatore e il venditore si rinviano a vicenda il consumatore, non riconoscendo la propria responsabilità. Eclatante il caso che ha spinto la Ue verso l'accelerazione decisiva: il fallimento Malev, nell'inverno 2012, con molti passeggeri lasciati a piedi attraverso l'Europa, e una buona parte di loro non risarciti perché avevano acquistato il biglietto in rete. Vengono poi rafforzati i diritti di ricorso: qualora un servizio turistico non sia stato eseguito correttamente, i consumatori possono chiedere, oltre alla riduzione del prezzo, il risarcimento dei danni morali subiti, in particolare per "vacanza rovinata". Viene reso obbligatorio un punto di contatto unico in caso di problemi: i consumatori potranno presentare reclami o denunce direttamente al venditore (agente di viaggio) presso il quale hanno acquistato la vacanza. Per gli acquirenti di altri servizi turistici personalizzati, la proposta prevede il diritto di farsi rimborsare ed essere rimpatriati, se necessario, nel caso in cui il venditore, il vettore o ogni altro pertinente fornitore di servizi fallisca mentre sono in vacanza. Inoltre impone una migliore informazione su chi sia responsabile dell'esecuzione di ciascun servizio.

Per le imprese, la proposta ridurrà la burocrazia e i costi di adeguamento creando condizioni paritarie tra i vari operatori; abolendo gli obblighi obsoleti di ristampa degli opuscoli e permettendo agli operatori turistici e agli agenti di viaggio di risparmiare circa 390 milioni di euro l'anno. Sono esclusi dal campo di applicazione della direttiva i viaggi di natura professionale gestiti da agenzie specializzate, il che dovrebbe consentire risparmi fino a 76 milioni di euro l'anno. La proposta introduce poi norme europee in materia di informazione, responsabilità e riconoscimento reciproco dei sistemi nazionali di protezione dall'insolvenza, facilitando in tal modo gli scambi transfrontalieri.

"Negli anni '90 la maggior parte dei cittadini europei sceglieva da un catalogo un servizio preconfezionato tutto compreso e lo prenotava presso la propria agenzia di viaggio locale. I tempi però sono cambiati e occorre aggiornare le norme per tenere il passo con le evoluzioni del mercato", ha dichiarato la vicepresidente Viviane Reding, commissaria europea per la giustizia. Insomma, le intenzioni ci sono. Resta da vedere come questo potrà trovare applicazione pratica in un contesto sovranazionale, che, sommato alla struttura stessa della rete web, rende tutt'altro che semplice la tracciabilità delle operazioni commerciali che si svolgono nel suo ambito. (09 luglio 2013)

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