mercoledì 24 luglio 2013

La Ue riforma i pagamenti elettronici. Carte di credito, commissioni allo 0,3%

La Ue riforma i pagamenti elettronici.
Carte di credito, commissioni allo 0,3%

Bruxelles impone un tetto ai costi, sperando di facilitare la diffusione dei pagamenti elettronici, di uniformare il mercato e contenere gli esborsi per clienti ed esercenti. Stop ai sovrapprezzi indiscriminati, anche per il pagamento online per esempio dei biglietti aerei

MILANO - Nuove linee guida da Bruxelles - una direttiva e una proposta di regolamento - per cercare di normare il mercato dei pagamenti nell'Unione. Novità per un settore che, a detta del commissario per il Mercato interno, Michel Barnier, "è frammentato e caro: il suo costo supera infatti l'1% del Pil dell'Ue, ovvero 130 miliardi l'anno. La nostra economia non se lo può permettere". Lo stesso commissario ha annunciato anche che "a settembre presenteremo il regolamento sul tasso di riferimento" per il mercato interbancario, cioè il Libor e i suoi affini.

Le novità principali sono probabilmente quelle del regolamento, strettamente legato alla direttiva, con la quale si propone un tetto alle commissioni interbancarie dello 0,2% per le transazioni con carta di debito e 0,3% per quelle con carta di credito. Una bella sforbiciata dai massimi attuali, fino all'1,5%. Con tali limiti, secondo Bruxelles, le tariffe interbancarie saranno a un livello per cui sarà indifferente per il commerciante essere pagato con carta o in contanti. La proposta si fonda anche sulle conclusioni delle procedure Antitrust contro Visa Europe e Mastercard.

Il regolamento prevede il divieto di maggiorazioni alle commissioni applicate ai consumatori per le carte di debito o credito: si tratta del sovrapprezzo che alcuni esercenti applicano al pagamento con carta, di uso comune, in particolare nell'acquisto di biglietti aerei. Grazie ai massimali applicati alle commissioni interbancarie sulle carte di consumo, indica la Commissione europea, si ridurranno sensibilmente i costi delle operazioni tramite carta a carico dei dettaglianti e, quindi, verrà meno la motivazione alla base delle maggiorazioni. Anche se non sono mancate le opinioni discordanti a riguardo, motivate in base ad alcune esperienze regionali, per cui gli istituti di credito cercheranno di scaricare diversamente i costi sui clienti. I timori sono stati espressi anche dal presidente di Mastercard Europe, Javier Perez: "Pur condividendo gli obiettivi della Commissione", commenta in una nota, "temiamo che alcune proposte legislative, come per esempio i limiti imposti alle commissioni interbancarie o la norma che impone ai commercianti di accettare tutte le carte, possano in realtà danneggiare e penalizzare i consumatori e i piccoli commercianti, ostacolando la concorrenza e l’innovazione nel panorama dei pagamenti europei".

Obiezioni non condivise dal Vicepresidente Joaquín Almunia: "Le commissioni interbancarie pagate dai dettaglianti finiscono col rincarare i prezzi per i consumatori, i quali non soltanto non ne sono consapevoli, ma sono addirittura incoraggiati, tramite l'offerta di premi, a usare le carte più redditizie per le loro banche". Secondo Almunia, con le nuove norme "i dettaglianti risparmieranno molto grazie all'abbassamento delle commissioni da pagare alle banche e i consumatori beneficeranno di prezzi al dettaglio inferiori."

Per un periodo transitorio di 22 mesi i tetti alle commissioni interbancarie sulle carte di debito e di credito si applicheranno alle operazioni transfrontaliere (quando la carta viene usata in un Paese diverso dal proprio oppure il dettagliante si appoggia a una banca di un altro Paese). Dopo 22 mesi i tetti, fissati in percentuale del valore dell'operazione, si applicheranno anche alle operazioni nazionali. I commercianti potranno invece applicare maggiorazioni alle carte non soggette ai massimali (soprattutto carte aziendali emesse ad imprese e carte di schemi a tre parti come American Express o Diners) o rifiutare di accettarle. I costi imposti da tali carte più care possono così essere caricati direttamente su chi ne usufruisce invece di essere spalmati su tutti i consumatori.

Le commissioni interbancarie, ricorda la Commissione, sono comprese nei costi che il dettagliante sostiene per poter ricevere pagamenti effettuati con carte, sottoforma di aumento dei prezzi al dettaglio. Il consumatore non lo sa, ma le commissioni sono un costo per i dettaglianti e in ultima analisi per loro stessi. L'entità di tali commissioni varia sensibilmente da uno Stato membro all'altro, e ciò dimostra, secondo la Commissione, "che la loro motivazione non è poi così chiara e che comunque costituiscono una grande barriera tra i mercati nazionali dei pagamenti".
(24 luglio 2013)

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