sabato 26 maggio 2012

Google rompe il cazzo ai siti di file sharing P2P Torrent Trackers insieme alla GDF Italiana.

WEB

Google, pugno duro coi pirati
250mila link rimossi ogni settimana

Mountain View rilascia il numero di reclami ricevuti per rimandi a siti dal contenuto illegale e apre uno spazio per la richiesta di intervento. Microsoft in cima alla lista dei più colpiti

IL MOTORE DI RICERCA più utilizzato nel mondo è anche quello che inevitabilmente raccoglie più collegamenti a contenuti pirata. Lo sanno bene a Mountain View, visto il volume di richieste di rimozione di link che Google riceve. Un dato che fa parte del report sulla trasparenza del gigante del web, che da quest'anno mette uno strumento in più a disposizione dei detentori di diritti d'autore.

Pugno duro.
Per ribattere alle accuse di negligenze nella lotta alle violazioni di copyright, ed evitare fastidiose conseguenze legali, Google ha inserito all'interno del report sulla trasparenza anche una nuova sezione dedicata alla rimozione dei link effettuata su segnalazione. Secondo i numeri esposti, ogni settimana vengono rimossi dai database oltre 250 mila link che conducono ad opere "piratate". Google ha reso noti i nomi dai quali riceve il maggior numero di richieste: a guidare la classifica è un po' a sorpresa Microsoft, anziché multinazionali dell'intrattenimento.

Redmond in testa. Microsoft è l'azienda che colleziona più link pirata, con oltre 500 mila collegamenti rimossi. La maggior parte delle copie illegali, in generale, riguarda prodotti software. L'intrattenimento viene dopo. Seguono infatti Nbc universal, dall'associazione delle industrie discografiche Riaa, i discografici inglesi.
La maggior parte delle violazioni avviene mediante il sito Filestube (circa il 43 per cento dei link cancellati), e poi  Torrentz.Eu e 4shared. Fred von lohmann, uno dei responsabili della gestione dei copyright, ha ricordato come circa il 97 per cento delle richieste di cancellazione venga generalmente accolto da Google in un tempo medio di 11 ore.
(26 maggio 2012)



WEB

Chiuso KickassTorrents
un altro colpo al P2P in Italia

Inibizione all'accesso della popolare piattaforma torrent per gli utenti italiani, dopo le operazioni di blocco per Pirate Bay, BtJunkie e Linkstreaming. Si tratta di un blocco Dns, non difficile da aggirare. Il sito generava un guadagno stimabile in oltre 8 milioni di dollari l'anno

CAGLIARI - Un altro sito per il "Peer to peer", lo scambio di file da utente a utente, non sarà più raggiungibile dall'Italia. La Guardia di Finanza su provvedimento emesso dal sostituto procuratore Giangiacomo Pilia, ha inibito l'accesso agli internauti nazionali sul portale Kickasstorrents, uno dei principali siti di scarimento di "torrent" per lo scambio dei file. Si tratta comunque di un blocco a livello Dns, e quindi facilmente aggirabile da chi ha un minimo di dimestichezza con la Rete. Ma di fatto, digitando l'indirizzo nel borowser, il sito risulta irraggiungibile.

Dopo l'operazione The Pirate Bay nel 2008 e la definitiva chiusura dei battenti di Btjunkie nel febbraio 2012, le Fiamme Gialle hanno agito su questa terza piattaforma, con sedenelle Filippine e server sparsi in tutto il mondo. L'operazione, denominata "Last Paradise", segue quelle denominate "Little angel" per il sito Linkstreaming e "Poisonous Dahlia" per Btjunkie.

Il sito, forte dei suoi 10 milioni di torrent attivi, riceve oltre tre milioni di visite giornaliere da tutto il pianeta e l'Italia sinora era il terzo Paese per provenienza di utenti alle spalle solo di India e Usa. Centinaia di migliaia di italiani usavano regolarmente ogni giorno la superpiattaforma digitale pirata per scaricare musica, film, videogiochi e software. Kickasstorrents è una delle piattaforme più aggiornate, con le ultime uscite commerciali e in contemporanea con le anteprime cinematografiche.
Kickasstorrents (o Kat, come meglio noto ai websurfer) ospitava numerosi banner pubblicitari, producendo guadagni per i gestori stimati in oltre 8,5 milioni di dollari l'anno. 
(24 maggio 2012)

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