sabato 10 dicembre 2011

Indennità Eurodeputati Italiani e Indennità Deputati e Senatori Italiani 2005-2011 un problema annoso che oggi si sta risolvendo

Dal 2009 bisognerà presentare una documentazione rigorosa
per ottenere la restituzione di biglietti aerei e altre spese
Eurodeputati, gli italiani i più ricchi
Ma ora si cambia: stipendi uguali per tutti
A perderci saranno i nostri rappresentanti, in cima alla classifica con 12.007 euro, oltre 15 volte in più di un deputato ungherese


ROMA - Dal 2009 i deputati europei non potranno più aumentarsi gli stipendi in modo indiscriminato con il sistema dei rimborsi spese, e avranno tutti lo stesso stipendio. Attualmente ognuno prende la stessa cifra che guadagnano i deputati nel Parlamento del proprio Paese: il risultato è di una grande disparità, in cima alla quale spiccano gli italiani con i loro oltre 12.000 euro mensili, oltre dieci volte la cifra guadagnata in media dai colleghi dell'Est europeo.

Della riforma dà notizia il Timesonline, che, oltre ad assicurare che il piano è in dirittura d'arrivo, spiega che, tra l'altro, con un giro di vite sulle spese, Bruxelles spera anche di favorire il riavvicinamento dei molti euroscettici alle istituzioni comunitarie.

Attualmente, gli eurodeputati possono chiedere il rimborso delle spese di viaggio per se stessi e per il proprio staff, senza fornire alcuna prova di quanto versato. In futuro non sarà più così.

Ma la riforma prevede anche l'equiparazione degli stipendi. Se la parte del provvedimento sulle spese dovrebbe entrare in vigore nel giro di pochi anni, dal 2009, invece per l'adozione del nuovo sistema di stipendi i deputati dovrebbero avere la facoltà di scelta tra vecchio e nuovo sistema fino al 2019.

Probabilmente gli ungheresi, che percepiscono 761 euro al mese, opteranno subito per il nuovo sistema. E così i lettoni (1,075) e i lituani (1,183) e gli estoni (1,922) aderiranno al nuovo stipendio equiparato, che dovrebbe essere di circa 7.000 euro (84.000 euro annui). Gli italiani, che svettano per parecchie migliaia di euro in cima alla classifica degli eurodeputati europei, con i loro 12.007,03 euro mensili, hanno poco interesse ad aderire in tempi rapidi al nuovo regime.


Dopo il loro, gli stipendi più alti sono abbastanza vicini a quello che sarà il nuovo stipendio equiparato: attualmente infatti un austriaco guadagna 7.613, 10 euro al mese, un olandese 7.177,13, un tedesco 7.009 euro, un irlandese 6.838,83 e un britannico 6.800.

(8 giugno 2005)




IL CASO
Eurodeputati "solo in prima classe"
E su Twitter scoppia la rivolta
Proteste e ironia in Spagna contro gli onorevoli di Strasburgo che ieri hanno votato contro un emendamento di austerity del bilancio. La proposta era di rinunciare alla business class per i voli di meno di 4 ore e di congelanre diaria e stipendi. Anche gli italiani lo hanno bocciato in modo bipartisan

L'emiciclo dell'Europarlamento a Strasburgo in sessione plenaria
MADRID - Terremoto in Spagna dopo che il Parlamento europeo ha votato contro alcune proposte di risparmio come la rinuncia alla business class per gli europarlamentari nei voli di meno di 4 ore, il congelamento di stipendi e diarie: in poche ore su Twitter (#eurodiputadoscaraduras) è partita la gogna contro gli euro-onorevoli della "casta", che ha spinto a Madrid i vertici di vari partiti a correggere la posizione dei propri euro-onorevoli.

In rete si spreca l'ironia contro i deputati di Strasburgo: "Andare in prima classe, tornare dopo 5 minuti e che ti paghino... non ha prezzo", si legge in un tweet ispirato a una famosa pubblicità di carte di credito. "Urgente: abbiamo messo un eurodeputato su un autobus Finisterre (Galizia) - Bruxelles", ironizza un altro utente. "Volo di un eurodeputato spagnolo in business: 1.541 euro, turistica 561", ricordano oggi alcuni degli innumerevoli tweet pubblicati a raffica. Mentre spopola la lista con i nomi dei parlamentari spagnoli che hanno votato contro il taglio, bocciato in modo del tutto bipartisan anche dalla stragrande maggioranza degli onorevoli italiani, sia del gruppo dell'Alleanza progressista di Socialisti e Democratici, che del Ppe. Hanno votato a favore del taglio gli eurodeputati: Francesca Balzani (pd), Patrizia Toia (Pd), Francesco De Angelis (pd), Sonia Alfano (Idv), Mario Borghezio, Matteo Salvini (Lega). Contro tutti gli altri.

In Spagna i partiti politici hanno dovuto prendere posizione di fronte all'indignazione generale:

il Psoe ha parlato attraverso la portavoce Elena Valenciano, che dal suo twitter ha strigliato gli eurodeputati del partito che hanno votato contro le riforme, osservando che "si sarebbero dovuti astenere". Oggi il numero due socialista Josè Blanco ha ordinato che si trasmetta loro la nota: "La direzione del partito non condivide".

Simile strigliata è arrivata anche per l'eurodeputato centrista di UpyD, 'sgridato' dal partito in Spagna, mentre il Partido Popular, con la capogruppo al Congresso dei deputati Soraya de Santamaria, ha minimizzato il significato del voto: era solo "indicativo, quello che conterà e il voto sul bilancio interno", ha spiegato. Senza però precisare come si orienteranno in quel frangente i popolari spagnoli. E senza convincere il popolo di Twitter.

(07 aprile 2011)

Indennità, cinquemila euro in meno
Tra i parlamentari scatta la rivolta
Scontro sul decreto del governo che da gennaio taglia gli stipendi di deputati, senatori e di tutte le cariche elettive. Ma loro non ci stanno: "Decidiamo noi, lede l'autonomia del parlamento". Già tagliato il vitalizio
di CARMELO LOPAPA

LA RIVOLTA parte dalla Camera e rimbalza in poche ore al Senato. La norma della manovra Monti che prevede un decreto per tagliare già da gennaio le indennità ai parlamentari  -  e con loro a tutte le altre cariche elettive  -  non passa. "Viola l'autonomia del Parlamento", andrà riscritta. E rivista. Su deputati e senatori si abbatte una nuova scure.

La notizia è che, dopo la cancellazione del vitalizio, tra poche settimane anche l'indennità verrà dimezzata o quasi. E ora è braccio di ferro sull'ammontare del taglio. Stipendio da agganciare agli europarlamentari, è la proposta messa per iscritto dai questori del Senato. No, così le spese raddoppiano anziché ridursi, rilanciano da Montecitorio: meglio la media delle indennità nei paesi Ue.

La prima bocciatura alla stretta arriva dalla commissione Affari costituzionali della Camera, che in queste ore ha espresso parere negativo sul settimo comma dell'articolo 23 della manovra. È la norma che prevede che dal primo gennaio gli stipendi di amministratori, consiglieri, sindaci e parlamentari subiranno un taglio che li equipari ai colleghi europei. A far insorgere le Camere, la previsione del ricorso a un decreto del governo nel caso, ormai probabile, in cui la commissione guidata dal presidente Istat Enrico Giovannini non depositi il previsto studio di comparazione entro fine anno. Nel Parlamento vige l'"autodichia", protestano.

La prima commissione di Montecitorio ha già bocciato il comma. "Tocca a noi decidere come procedere". Lo stesso accade a Palazzo Madama. "Quell'intervento, giusto nel merito, lede l'autonomia del Parlamento - spiega il senatore questore Benedetto Adragna - Se non lo faranno prima i colleghi della Camera, il nostro collegio dei questori depositerà un emendamento correttivo. Puntiamo all'equiparazione ai parlamentari europei, con tutto ciò che ne consegue".

Il conto è presto fatto. Oggi l'indennità di un deputato italiano ammonta a 11.704 euro al netto della diaria. La media delle retribuzioni nell'eurozona è invece di 5.339 euro e quello sarebbe l'implicito suggerimento del governo Monti. Invece l'eurodepuato, al quale i senatori si vorrebbero agganciare, guadagna circa 5.900 euro netti mensili. Ma a Bruxelles vigono benefit di peso: i collaboratori sono a carico del Parlamento e i rimborsi spese (come i voli) avvengono a piè di lista, dopo presentazione di ricevute, ma sono "pieni".

Così, a Montecitorio i tecnici hanno fatto due conti e hanno scoperto che l'adeguamento all'Europarlamento farebbe quasi raddoppiare i costi della "casta" anziché ridurli. Ecco perché col placet della struttura, alla Camera i relatori alla manovra depositeranno nelle prossime ore un emendamento più in linea col progetto Monti. Spiega il questore di Montecitorio Gabriele Albonetti: "Dobbiamo parametrarci a un regime molto più rigido e individuare quale sia la soglia effettiva delle indennità nette, perché il lordo non fa testo, la fiscalità è diversa da paese e paese".

Quel che è certo è che matura la vera stangata, quella sull'indennità (già decurtata di mille euro a inizio anno). Lamberto Dini si fa portavoce della protesta: "Le nostre retribuzioni sono già sotto la media Ue". Alessandra Mussolini, intervista da "Anna" sostiene che già togliere il vitalizo è istigazione al suicidio", figurarsi il resto. Al rientro degli onorevoli lunedì dal lungo ponte festivo, sarà battaglia.

(10 Dicembre 2011)



La nostra delegazione ridimensionata da 78 a 72 membri, ridotta più di Francia, Germania e Gb
La proposta passa ora al tavolo dei capi di stato e di governo al vertice di Lisbona
Parlamento Ue, l'Italia perde seggi
Prodi: "Sono metodi inacc
ettabili"

Parlamento Ue, l'Italia perde seggi Prodi: "Sono metodi inaccettabili"


L'esterno del Parlamento europeo
BRUXELLES - E' stata approvata a Bruxelles la proposta Lamassoure-Severin di nuova ripartizione dei seggi al Parlamento europeo che porta il numero totale degli eurodeputati a 750 e ridimensiona la delegazione italiana da 78 a 72 in misura maggiore rispetto a Francia, Gran Bretagna e Germania. L'europarlamento si è espresso con 378 sì, 154 no e 109 astenuti. Respinti tutti gli emendamenti di merito. Un taglio che ha indispettito il premier Romano Prodi: "Sono metodi inaccettabili, sulla composizione del Parlamento manca una visione condivisa". Una secca riaffermazione del principio che ora i tempi non sono maturi per una operazione che potrà essere invece definita dopo l'entrata in vigore del nuovo Trattato.

Oggi, però, con una maggioranza meno schiacciante rispetto alle previsioni iniziali, i parlamentari europei hanno respinto tutti gli emendamenti (inclusi quelli presentati da vari eurodeputati italiani di entrambi gli schieramenti volti a introdurre il criterio della cittadinanza al posto di quello dei residenti), anche quelli che riportavano la parità, a 73 seggi ciascuna, fra Italia e Francia. E' stato approvato solo un emendamento dei relatori con il quale si sollecita una definizione "più precisa" del concetto di cittadini, ma solo in tempo per le elezioni del 2014.

"Al di là del dato numerico, il voto dimostra che manca nel Parlamento europeo quella visione condivisa che dovrebbe invece ispirare scelte importanti come quella relativa alla sua nuova composizione - attacca Prodi - I tempi non sono maturi per una decisione sulla composizione del Parlamento europeo e non è accettabile scegliere un metodo che la definisca sulla base della nozione di residenza anzichè di quella di cittadinanza come è contenuto nella lettera e nello spirito del trattato".

La proposta passa ora al tavolo dei capi di Stato e di governo al vertice di Lisbona, che la prossima settimana dovrebbe dare il via libera al nuovo trattato europeo. Proprio ieri il presidente del Consiglio Romano Prodi da Bruxelles ha spiegato che all'Italia non piace il collegamento fra la questione della nuova ripartizione dei seggi e quello della riforma istituzionale dell'Ue.

(11 ottobre 2007)




 ESTERI

Approvata la proposta francese in Commissione affari costituzionali
La rappresentanza italiana calerebbe molto più di quelle tedesca e francese
Ue, sì al rapporto sul numero dei seggi
Italia penalizzata, minacciato il veto

Ue, sì al rapporto sul numero dei seggi, Italia penalizzata, minacciato il veto


Alain Lamassoure
BRUXELLES - La Commissione affari costituzionali del Parlamento europeo ha approvato il rapporto del conservatore francese Alain Lamassoure sulla redistribuzione dei seggi alle prossime elezioni, in vista dell'entrata in vigore del nuovo trattato. I seggi passeranno dagli attuali 785 a 750. I grandi paesi, in generale, cederanno posti ai più piccoli. Ma l'Italia sarà penalizzata più di altri Paesi passando da 78 a 72 deputati. La Francia e la Gran Bretagna, la cui popolazione è simile a quella italiana, passerebbero rispettivamente da 78 a 74 e da 78 a 73. La Germania perderebbe solo tre seggi.

Questo effetto è reso possibile dal sistema di calcolo che applica, per il calcolo dei seggi, un criterio propozionale alla popolazione residente, e non ai cittadini aventi diritto di voto. In questo modo Francia e Germania, che hanno molti residenti extracomunitari senza diritto di voto, vengono privilegiate rispetto all'Italia che ha 3 milioni di cittadini con diritto di voto ma non residenti nel Paese.

Gli eurodeputati italiani hanno già protestato contro il "metodo Lamassoure", che si difende dicendo di aver applicato i criteri già in vigore. Tuttavia difficilmente la protesta italiana impedirà all'assemblea di Strasburgo di approvare il rapporto in seduta plenaria il dieci ottobre.

Ma il governo italiano ha già fatto planare una minaccia di veto, Il rappresentante permanente dell'Italia presso la Ue, ambasciatore Rocco Cangelosi, ha ricordato che la decisione del Parlamento dovrà essere confermata all'unanimità dal Consiglio dei ministri, e che l'Italia "difficilmente potrà dare il proprio assenso ad una proposta che, da un lato, viola principi fondanti del nuovo Trattato (la bozza del quale è stata approvata sul piano tecnico, dai giuristi dei 27 paesi membri), e, dall'altro, penalizza ingiustamente il nostro Paese".

All'indomani del vertice europeo di giugno, quando si erano definite le linee generali del nuovo Trattato che dovrà essere approvato dal vertice Ue il 18 ottobre, i capi di governo avevano concordato sul fatto che avrebbero rispettato la decisione del Parlamento sull'attribuzione dei propri seggi. Ma ora il criterio adottato da Lamassoure, se sarà confermato dal voto in plenaria, rischia di provocare un'impuntatura del governo italiano.

(2 ottobre 2007)

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