domenica 11 dicembre 2011

Emanuele Fiano del PD ci racconta cosa fa col suo stipendio di Deputato in maniera molto chiara

Emanuele Fiano (PD)
Premessa, io sono un uomo fortunato, molto fortunato, le mie entrate mensili mi mettono in una fascia della popolazione italiana di circa l'1% della popolazione totale. Ho uno stipendio mensile grande, ricco, non ho problemi ad arrivare alla fine della settimana, neanche del mese o dell'anno, metto da parte dei soldi, faccio ferie a capodanno e in Agosto, pago un mutuo iniziato prima di diventare deputato, ho 2 automobili in famiglia, nessun'altra proprietà. La mia condizione è totalmente diversa da quella della quasi totalità degli italiani. la mia indennità di deputato sfiora i 5000 euro mensili, a questi devo aggiungere, tolte le spese di Roma e i circa 3700/mese euro che ho versato fino ad ora al Partito altri 2000 euro di rimborsi. A Roma infatti pago una casa, in bianco ovviamente, circa 1050 euro spese comprese, con regolare contratto depositato e fideiussione di circa 10.000 euro, 100/mese euro un collaboratore domestico regolarmente assunto per due ore/settimana, lavanderia, la mia parte di stipendio di una segretaria regolarmente assunta che collabora con 4 di noi, vitto, spese di vestiario e di spostamento a Roma etc, circa 500 euro di telefonino. Insomma alla fine rimangono circa 6500 euro. Uno stipendio ricco, straordinariamente privilegiato, ma non le cifre di cui si parla. La mia settimana tipo è come quella che sta per iniziare, domani mattina alle 7 sono in una televisione locale per due ore, alle 9 sono in diretta a Radio Popolare a parlare di questi argomenti, alle 13 parto per Palermo per un convegno sulla sicurezza, alle 20 torno a Milano, sera in famiglia, Martedi? mattina ore 7 partenza per Roma, 3 giorni fitti di aula, commissione, incontri, votazioni, riunioni, ritorno Giovedì sera, vado a Brescia a parlare al PD, Venerdì a Milano televisione all'alba, poi di nuovo a Roma, assemblea nazionale Venerdì e Sabato, poi in famiglia si spera, poi Lunedì si ricomincia e così sempre 80% politica, 20% famiglia. Il resto insulti. Non conosco benefit, sempre che non si consideri tale il fatto che io non paghi l'aereo o il treno; per adesso quest'anno per il lavoro parlamentare ho fatto 120 voli, e un 15 viaggi in treno, se avessi dovuto pagarli io mi sarei già dimesso. Pago cinema, teatro, palestra (se ci andassi), per intenderci, non ho autoblu, mi sono pagato e pago il telefonino, pago la casa come detto, pago i pasti, certamente in un ristorante della Camera che costa molto meno della media dei ristoranti intorno (problema da risolvere ), ma molto spesso fuori dove si incontrano i cittadini o coloro che vogliono incontrarti, pago ovviamente volontariamente i contributi previdenziali alla cassa professionale degli architetti pur senza fatturare ormai quasi nulla. Insomma faccio la mia vita fortunata cercando di fare il mio dovere e di far rendere al massimo ogni centesimo con cui vengo pagato. Ma è difficile, oggettivamente difficile, per chi crede nella funzione della politica, per chi dedica alla politica sostanzialmente tutta la sua vita, per chi lo fa 24 ore al giorno, per chi non ruba un centesimo, per chi denuncia sprechi, privilegi, ladrocini, corruzione, colleghi stupidi, inutili etc saper rispondere alla montagna di merda che ti cade addosso da anni, perché tu sei un deputato oppure un senatore. Per definizione sei un ladro, un usurpatore, uno che nei divani del transatlantico soggiorni a sbafo, non facendo un tubo dalla mattina alla sera, uno che andrà in pensione con un vitalizio da nababbo magari a quarantanni, tu sei un numero, non una persona. Come in tutti i processi di massificazione del nemico, non importa cosa hai fatto, come hai impiegato il tuo tempo in Parlamento, sei ti sei opposto alle ingiustizie, se hai lavorato per migliorare il paese, soprattutto se ti sei battuto per abolire i tuoi stessi privilegi. Tu sei uno della casta, della casta dei privilegi. Non sono contento di questo, ne soffro, non riesco a spiegare a mia moglie e ai miei figli questa cosa, loro a loro volta devono rispondere a molte domande di colleghi ed amici. E' questa l'epoca in cui viviamo gli dico. Vostro padre e marito, è un privilegiato, guadagna molto, metteremo il nostro stipendio in linea con quelli europei, ma io faccio il mi dovere in modo pulito, e questa non è l'epoca in cui questo può venire fuori, il paese è troppo sottoposto ad una crisi che fà giustamente odiare i privilegi e ignorare il merito, in questi momenti è responsabilità di tutti difendere perlomeno l'idea di politica e di istituzione, ognuno lo faccia nel suo privato e nel suo pubblico, non è importante il destino dei singoli ma dell'idea di democrazia, combatterò i privilegi, difenderò la politica. Avrei preferito lavorare nel Parlamento di Enrico Berlinguer e Aldo Moro, mi sono capitati Razzi e Scilipoti.

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