Emanuele Fiano (PD)
Premessa,
io sono un uomo fortunato, molto fortunato, le mie entrate mensili mi
mettono in una fascia della popolazione italiana di circa l'1% della
popolazione totale. Ho uno stipendio mensile grande, ricco, non ho
problemi ad arrivare alla fine della settimana, neanche del mese o
dell'anno, metto da parte dei soldi, faccio
ferie a capodanno e in Agosto, pago un mutuo iniziato prima di
diventare deputato, ho 2 automobili in famiglia, nessun'altra
proprietà. La mia condizione è totalmente diversa da quella della quasi
totalità degli italiani. la mia indennità di deputato sfiora i 5000 euro
mensili, a questi devo aggiungere, tolte le spese di Roma e i circa
3700/mese euro che ho versato fino ad ora al Partito altri 2000 euro di
rimborsi. A Roma infatti pago una casa, in bianco ovviamente, circa 1050
euro spese comprese, con regolare contratto depositato e fideiussione
di circa 10.000 euro, 100/mese euro un collaboratore domestico
regolarmente assunto per due ore/settimana, lavanderia, la mia parte di
stipendio di una segretaria regolarmente assunta che collabora con 4 di
noi, vitto, spese di vestiario e di spostamento a Roma etc, circa 500
euro di telefonino. Insomma alla fine rimangono circa 6500 euro. Uno
stipendio ricco, straordinariamente privilegiato, ma non le cifre di cui
si parla. La mia settimana tipo è come quella che sta per iniziare,
domani mattina alle 7 sono in una televisione locale per due ore, alle 9
sono in diretta a Radio Popolare a parlare di questi argomenti, alle 13
parto per Palermo per un convegno sulla sicurezza, alle 20 torno a
Milano, sera in famiglia, Martedi? mattina ore 7 partenza per Roma, 3
giorni fitti di aula, commissione, incontri, votazioni, riunioni,
ritorno Giovedì sera, vado a Brescia a parlare al PD, Venerdì a Milano
televisione all'alba, poi di nuovo a Roma, assemblea nazionale Venerdì e
Sabato, poi in famiglia si spera, poi Lunedì si ricomincia e così
sempre 80% politica, 20% famiglia. Il resto insulti. Non conosco
benefit, sempre che non si consideri tale il fatto che io non paghi
l'aereo o il treno; per adesso quest'anno per il lavoro parlamentare ho
fatto 120 voli, e un 15 viaggi in treno, se avessi dovuto pagarli io mi
sarei già dimesso. Pago cinema, teatro, palestra (se ci andassi), per
intenderci, non ho autoblu, mi sono pagato e pago il telefonino, pago la
casa come detto, pago i pasti, certamente in un ristorante della Camera
che costa molto meno della media dei ristoranti intorno (problema da
risolvere ), ma molto spesso fuori dove si incontrano i cittadini o
coloro che vogliono incontrarti, pago ovviamente volontariamente i
contributi previdenziali alla cassa professionale degli architetti pur
senza fatturare ormai quasi nulla. Insomma faccio la mia vita fortunata
cercando di fare il mio dovere e di far rendere al massimo ogni
centesimo con cui vengo pagato. Ma è difficile, oggettivamente
difficile, per chi crede nella funzione della politica, per chi dedica
alla politica sostanzialmente tutta la sua vita, per chi lo fa 24 ore al
giorno, per chi non ruba un centesimo, per chi denuncia sprechi,
privilegi, ladrocini, corruzione, colleghi stupidi, inutili etc saper
rispondere alla montagna di merda che ti cade addosso da anni, perché tu
sei un deputato oppure un senatore. Per definizione sei un ladro, un
usurpatore, uno che nei divani del transatlantico soggiorni a sbafo, non
facendo un tubo dalla mattina alla sera, uno che andrà in pensione con
un vitalizio da nababbo magari a quarantanni, tu sei un numero, non una
persona. Come in tutti i processi di massificazione del nemico, non
importa cosa hai fatto, come hai impiegato il tuo tempo in Parlamento,
sei ti sei opposto alle ingiustizie, se hai lavorato per migliorare il
paese, soprattutto se ti sei battuto per abolire i tuoi stessi
privilegi. Tu sei uno della casta, della casta dei privilegi. Non sono
contento di questo, ne soffro, non riesco a spiegare a mia moglie e ai
miei figli questa cosa, loro a loro volta devono rispondere a molte
domande di colleghi ed amici. E' questa l'epoca in cui viviamo gli dico.
Vostro padre e marito, è un privilegiato, guadagna molto, metteremo il
nostro stipendio in linea con quelli europei, ma io faccio il mi dovere
in modo pulito, e questa non è l'epoca in cui questo può venire fuori,
il paese è troppo sottoposto ad una crisi che fà giustamente odiare i
privilegi e ignorare il merito, in questi momenti è responsabilità di
tutti difendere perlomeno l'idea di politica e di istituzione, ognuno lo
faccia nel suo privato e nel suo pubblico, non è importante il destino
dei singoli ma dell'idea di democrazia, combatterò i privilegi,
difenderò la politica. Avrei preferito lavorare nel Parlamento di Enrico
Berlinguer e Aldo Moro, mi sono capitati Razzi e Scilipoti.
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