giovedì 5 aprile 2012

RIP JM MARSHALL THE INVENTOR OF MARSHALL AMPLIFIERS

PERSONE

Musica, addio a Jim Marshall
il re degli amplificatori per chitarra

Scompare a 88 anni l'inventore di un'icona della strumentazione rock. Le sue creazioni utilizzate dai più grandi artisti dagli anni 60 a oggi, Hendrix su tutti. La sua azienda celebra quest'anno i 50 anni di attività

HA CONTRIBUITO a forgiare il suono del rock con i suoi amplificatori. Jim Marshall, fondatore della omonima casa di amplificatori è morto all'età di 88 anni. I suoi "combo" di testate valvolari e casse per chitarra elettrica sono tra le icone del rock più celebrate, immancabili sui palchi più importanti e negli studi di registrazione di tutto il mondo. E il nome di Jim Marshall sarà ricordato per sempre, così come quelli di Leo Fender e Les Paul, che hanno firmato le chitarre più apprezzate della musica rock. 

IL RICORDO DI ASSANTE 1

Un'avventura, la sua cominciata 50 anni fa, creando un amplificatore per chitarra usando come modello il circuito del Fender Bassman. Marshall in realtà iniziò come venditore di batterie e percussioni, ma nel 1960 cominciò a sperimentare con l'amplificazione valvolare. Dopo sei prototipi, raggiunse quello che nel mondo è riconosciuto come "il suono Marshall". Da quel momento in poi, la chitarra elettrica non sarebbe più stata la stessa. E neanche i palchi dei concerti: quasi tutto il rock e l'hard rock prodotto dagli anni 60 a oggi passa attraverso i circuiti ideati da Jim Marshall. Hendrix lanciò la moda del "muro di amplificatori" sul palco, corroborando la leggenda con innumerevoli altri artisti, Led Zeppelin, Deep Purple, Black Sabbath. L'abbinamento ampli Marshall-Gibson Les Paul è uno dei binomi irriducibili del rock. Nel 1982, Marshall lancia quello che sarà il suo modello più venduto, il Jcm-800. La sua azienda compie 50 anni proprio nel 2012.

Jim Marshall viene ricordato come un uomo generoso, che oltre a creare amplificatori-icona per la storia del rock, donava milioni di sterline in beneficienza.



 
(05 aprile 2012)



Il ricordo

Addio Jim Marshall, il suono del rock

di ERNESTO ASSANTE IN PRINCIPIO era la chitarra. Poi qualcuno decise che bisognava attaccare una spina. E la chitarra elettrica fu. I nomi dei creatori sono passati alla storia, Les Paul, prima di tutti. E poi le marche leggendarie delle sei corde che hanno cambiato il corso della musica popolare, Fender e Gibson su tutte. Ma un posto di rilievo nel pantheon del rock, nell'olimpo della chitarra elettrica, lo ha anche lui, Jim Marshall, di cui oggi piangiamo la scomparsa 1.

Senza di lui il tuono e il fulmine non avrebbero avuto suono, senza di lui Pete Townshend non avrebbe avuto nulla su cui sfogare la forza della sua distruzione, senza di lui Hendrix non avrebbe potuto tirare allo spasimo il suo feeback, Senza di lui molto del rock che abbiamo amato avrebbe avuto un altro suono. Gli amplificatori Marshall hanno amplificato i sentimenti, le passioni, i sogni, i desideri, le idee, le invenzioni, i deliri, dei più grandi chitarristi del rock, e anche di generazioni intere di aspiranti rockers, hanno trasformato un suono in un mito.

Marshall non era solo un tecnico, ma un musicista, conosceva bene quindi le esigenze di chi voleva amplificare i suoni, capiva il perché e lavorava per ottenere degli obbiettivi musicali non solo di volume. Un amplificatore non serve solo ad "amplificare" un suono, ma a crearlo, modificarlo, farlo proprio. Questo Marshall lo sapeva e in tutta la sua vita ha lavorato per consentire ai musicisti di dare corpo ai propri pensieri musicali con i suoi amplificatori. E poi Marshall era anche un batterista, e in quanto tale ha dato lezioni di "drumming" al giovane Mitch Mitchell, passato poi al servizio di Jimi Hendrix. Era destino, insomma, che per un verso o un altro, Marshall avesse un posto nella storia del rock.
(05 aprile 2012)

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