Le supercazzole di Travaglio
pubblicata da Maurizio Mastrolembo il giorno venerdì 2 marzo 2012 alle ore 13.43 ·
Sta
molto girando in facebook il lungo sproloquio di ieri sera di travaglio
sulla linea av/ac che passerà dalla Val di Susa. Dice molte cose,
Travaglio, nei suoi 13 minuti. Per esempio afferma che « i politici non
dicono mai niente di esatto, di preciso, dicono una supercazzola dopo
l’altra » e che « Nessuno si confronta mai con i dati »
Nel
mio piccolo provo a rispondere ad alcune delle troppe inesattezze che
ha riferito. Non sono un tuttologo, a differenza sua non sono onniscente
e quindi non so rispondere ad altre sue dichiarazioni, ma sulle
seguenti penso sia doveroso correggerlo, se non altro per affrontare
questa brutta discussione in maniera almeno un po' più consapevole,
senza aggiungere demagogia ad ideologia, che già ce n'è troppa.
Innanzitutto voglio partire dai dati di traffico
Travaglio:
« Basta dare un’occhiata ai dati del traffico merci tra l’Italia e la
Francia che, salito fino al 2000, da allora è colato a picco. L’ufficio
federale dei trasporti svizzero calcola che nel 2000 viaggiavano 8
milioni di tonnellate di merci, oggi ne viaggiano 2 e mezzo »
Gli scambi di merci tra Italia e Francia sono stati pari a 33 milioni di tonnellate nel 2011: erano 30,2 nel 2009, mentre
nel periodo pre-crisi (anno 2007) avevano raggiunto i 44,9 milioni di
tonnellate trasportate. Nel 2000, l’anno dopo il quale secondo Travaglio
ci sarebbe stato il tracollo, gli scambi Italia-Francia raggiungevano i
40,8 milioni di tonnellate [fonte: coeweb-istat, senza andare a
scomodare gli svizzeri che cosa ne potranno mai sapere di quel che
avviene tra italia e francia?]
Attraverso i trafori di
collegamento con l’Europa occidentale, vale a dire Frejus, Monte Bianco e
San Bernardo, i mezzi pesanti che OGNI GIORNO transitavano nel 2000 erano 4.451, nel 2007 sono saliti a 4.531. La crisi del 2008 ha rallentato il trend di crescita delle movimentazioni su gomma, tanto che
nel 2009 si è scesi a 3.528 transiti al giorno, ma già nella prima metà
del 2011 si è tornati sopra i 4.000 (4.131 per l’esattezza) e quando la recessione sarà superata tale valore è destinato a crescere notevolmente [fonte: aiscat]
Travaglio: « ormai il grosso passa dal gottardo e dal brennero »
Gottardo
e Brennero sono utilizzati per andare in Svizzera, in Austria e in
Germania, mentre per andare in Francia, in Belgio e in Gran Bretagna si
utilizzano Frejus e Monte Bianco (http://i45.tinypic.com/34yrww7.jpg) ma
forse Travaglio avrebbe bisogno d’un piccolo ripasso anche di
geografia? Ovviamente no, sa bene dove si trovano i vari valichi. In
effetti Sua Infallibilità si riferiva soltanto al traffico ferroviario
e, certo, per il Gottardo e per il Brennero i treni merci passano
frequentemente (non quelli di trenitalia, ovviamente, ma quelli di Hupac
e quelli di RTC), mentre da e per la Francia non ci passano. Non viene
in mente, al signor Travaglio, che questo fenomeno conferma proprio
l’impraticabilità della linea storica Torino-Modane per il trasporto
ferroviario delle merci? Cioè che le merci da e per la Francia non usano
il treno perché impraticabile, a differenza di quanto avviene dove la
linea-pur tra i mille limiti che hanno infrastrutture costruite più d’un
secolo fa-è leggermente migliore? Ridurre le pendenze da quelle
attuali, impraticabili, del 33‰, a pendenze più ragionevoli, ossia del
12‰, è l'obiettivo fondamentale del progetto attualmente in discussione.
Non certo "far arrivare le rape e le fave mezz'ora prima", ma
utilizzare per i prodotti della meccanica e dell'elettronica e di tutti i
comparti italiani che esportano il treno invece che la gomma.
Travaglio: « Il vecchio treno diretto torino-lione è stato soppresso »
Andasse a guardare il sito del Tgv, scoprirebbe che ce ne sono 6 al giorno.
Travaglio: « Il differenziale dei costi tra l’Italia e la Francia, lo spread del magna magna, ha un nome soltanto: tangenti»
Sulla
parte dei costi [Il costo previsto è di 8,2 miliardi. L'Ue potrebbe
finanziare fino al 40 per cento (3,3 miliardi), Roma 2,7 miliardi e
Parigi 2,1 miliardi] ha già risposto due anni fa Virano, con queste
parole: “i lavori della Parte Comune, da Chiusa di S. Michele a S. Jean
de Maurienne, per circa 84 km (di cui 49 in Francia e 35 in Italia)
saranno appaltati da un unico promotore pubblico binazionale con
modalità e procedure unificate nei due Paesi, rendendo impossibili
disparità di costi delle medesime opere sui due lati della frontiera. E’
altresì chiaro che la compartecipazione finanziaria dell’Unione
Europea, del Governo francese e del Governo italiano impone sempre un
triplice ordine di verifiche in parallelo da parte dei vari organi di
controllo (ad es. le varie Corti dei Conti). L’esistenza di un simile
quadro di certezze per la parte internazionale diventa termine di
paragone anche per il controllo dei costi della parte nazionale,
trattandosi quasi sempre di opere del tutto analoghe. Infine i costi
unitari complessivi, stimati in circa 100 milioni a km (euro 2010), sono
del tutto in linea con quelli internazionalmente praticati ad esempio
per il Brennero e per il San Gottardo i cui tunnel di base, di circa 57
km, sono comparabili con quello progettato per la Torino Lione
Poi,
ognuno resterà della propria convinzione e ciascuno sarà sempre meno
disposto a confrontarsi in maniera civile su un tema che sta scaldando
così tanto gli animi. Io resto convinto che fare in modo di spostare su
ferro parte almeno degli oltre 4.000 mezzi pesanti che ogni giorno
attraversano quei valichi alpini verso la francia, ma soprattutto più in
generale avere una coerente politica di sostegno all'intermodalità in
tutto il Paese, sia prioritario, mentre altri preferiscono tenersi
l'inquinamento autostradale e l'incidentalità che comporta (una trentina
l'anno sulla torino-bardonecchia, con circa 60 feriti l'anno negli
ultimi 3 anni) e in certi casi manifestare anche aspramente per il
mantenimento dello status quo. Sono priorità differenti. Però almeno
evitiamo di "dare i numeri"...
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