lunedì 26 dicembre 2011

Meglio le conoscenze del curriculum così le imprese scelgono il personale. Vi sta bene? a me no perché vengo danneggiato come Inoccupato senza Esperienza in cerca perenne da 4 anni di primo impiego come Libero Professionista Accompagnatore Turistico Regolare con Patentino della Provincia di Roma

Questo articolo mi fa incazzare letteralmente perché io come altri cittadini di Roma e Provincia siamo iscritti al centro per l'Impiego e fino ad oggi non è uscita alcuna proposta di lavoro per Inoccupati senza Esperienza. Repubblica ci spiega come le imprese intendono debba venire fatta la ricerca dei possibili lavoratori. Questo metodo spiega in parole povere che tutto lo sbattimento che fa Nicola Zingaretti con la Giunta della Provincia di Roma è inutile e pure una gigantesca perdita di tempo e denaro. Concorsi turistici in prima linea a risultare una perdita di tempo e un dispendio di denaro inutile dato che Proprio una circolare della Provincia dichiara che l'albo degli Accompagnatori, Guide e Interpreti turistici per le imprese del campo turistico culturale è una SCELTA leggerlo per ricavarne i dati per l'assunzione a lavorare sul campo. Io a Nicola Zingaretti ho proposto di sostituire la parola SCELTA con la parola OBBLIGATORIO per bloccare ciò che cita l'articolo di Repubblica. Inoltre tutte le Offerte di lavoro che mi sono capitate a tiro per questo genere di professione dichiaravano per scritto che la persona deve essere ESPERIENZATA da 1 mese o addirittura 1 anno o anche in casi rari da 5 anni. Per fortuna qui l'Età conta poco dato che sono presenti persone di 70 anni. Tutti quelli che mi hanno contattato mi hanno detto solo che io sono Interessante come candidato, ma che mi manca l'ESPERIENZA.

l'articolo di Repubblica:

IL RAPPORTO
Meglio le conoscenze del curriculum
così le imprese scelgono il personale
Un'indagine rivela come il reclutamento per via informale sia la modalità preferita dalle aziende per assumere, più delle consulenze specializzate e del lavoro in affitto. Gli stage diventano così "premianti", ma nelle realtà più grandi sono fondamentali le banche dati interne basate sulle esperienze
Meglio le conoscenze del curriculum così le imprese scelgono il personale
ROMA - Le imprese per assumere preferiscono affidarsi a conoscenze personali piuttosto che a curriculum, società di lavoro interinale o centri per l'impiego. E' quanto emerge dall'ultima indagine Excelsior di Unioncamere e ministero del Lavoro, che rileva come nel 2010 oltre sei imprese su dieci per la selezione del personale abbiano fatto ricorso al cosiddetto canale informale, "conoscenza diretta in primo luogo e segnalazioni personali", attraverso conoscenti o fornitori.

I dati. Soprattutto, fa notare l'indagine Excelsior, rispetto all'anno precedente l'utilizzo del canale informale ha registrato un forte aumento, passando al 61,1% dal 49,7% del 2009. "Il clima economico ancora incerto spinge evidentemente le imprese alla massima cautela nella selezione di nuovi candidati: la conoscenza diretta, magari avvenuta nell'ambito di un precedente periodo di lavoro o di stage, e il rapporto di fiducia da essa scaturito diventano quindi premianti ai fini dell'assunzione", spiega il rapporto.

Banche dati interne. Nel 2010 è anche cresciuto il ricorso da parte delle imprese a strumenti interni, ovvero alle banche dati costruite dalle stesse aziende sulla base dei curriculum raccolti nel tempo (al 24,6% dal 21,5%), ma la quota resta limitata a poco più di due imprese su dieci. Perdono invece terreno le modalità di reclutamento "tradizionali" (annunci su quotidiani e riviste specializzate), preferite solo nel 2,3% dei casi. Sono pochissime e in diminuzione anche le aziende che utilizzano intermediatori istituzionali, come società di lavoro interinale, di selezione (5,7%) e quelle che si affidano a operatori istituzionali, ovvero ai centri per l'impiego (2,9%).

Le dimensioni contano. Ma se si guarda alla dimensione d'impresa il quadro cambia, dopo i 50 dipendenti le aziende iniziano a fare più affidamento sulle loro banche dati interne, a basarsi sulla "carta", ovvero sui curriculum. Ecco che, quindi, al crescere della dimensione d'impresa il rapporto diretto del candidato con il datore di lavoro o tramite conoscenti perde importanza. Basti pensare che nelle realtà con più di 500 dipendenti il ricorso al canale informale scende al 10,2%, mentre l'utilizzo di strumenti interni sale al 48,9%.

(26 dicembre 2011) FONTE REPUBBLICA.IT

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